Vaccinati al nido, il Tar rinvia E chiama Roma per le risposte
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fonte:
- Corriere di Bologna
tre domande al ministero, il nodo difterite e 45 giorni per chiarire. bonaccini: ma nessuno stop
Il Tar rimanda la decisione sull’ obbligo dei vaccini per la frequenza ai nidi al 13 giugno. Ma intanto, nell’ ordinanza messa nero su bianco ieri, i giudici del tribunale amministrativo dell’ Emilia-Romagna vanno in pressing sul ministero della Salute, perché fornisca la documentazione e i chiarimenti necessari a sciogliere le questioni rimaste in sospeso. Una su tutte: la mancanza di un vaccino singolo contro la difterite – attualmente non in commercio in Italia -, uno dei nodi centrali del ricorso presentato da alcune famiglie di Rimini a cui è andato in supporto anche il Codacons. «La questione trattata – hanno scritto i giudici del Tar nell’ ordinanza depositata ieri – è di estrema delicatezza, oltre che di particolare complessità: serve una dettagliata e documentata relazione di chiarimenti, sui contenziosi in oggetto, da parte del ministero della Salute». Che adesso ha 45 di tempo per depositare una serie di documenti e per chiarire gli ambiti di competenza di ciascuna autorità in materia: lo stesso ministero, l’ Istituto superiore di Sanità, le Regioni e l’ Aifa, l’ Agenzia italiana del farmaco. Inoltre la relazione chiesta dal Tar al ministero dovrà chiarire «in base a quale disposizione normativa e in capo a chi deve intendersi radicata la competenza alla gestione e al controllo della effettiva disponibilità per i cittadini della vaccinazione antidifterica, prevista per legge, senza l’ associazione di altri vaccini». E di conseguenza come deve essere inteso l’ invito alle Regioni e alle pubbliche amministrazioni a provvedere all’ importazione del vaccino antidifterico dallo Statens Serum Institut di Copenhagen nel rispetto delle procedure previste dall’ Aifa. Insomma: il Tar non sospende la legge regionale che prevede l’ obbligo dei vaccini per la frequenza dei nidi, ma si prende del tempo per saperne di più. Una decisione che è stata interpretata in modo diverso dai due contendenti, visto che sia il Codacons (e le famiglie ricorrenti) sia la Regione cantano vittoria. «Il Tar dà ragione al Codacons – sostiene l’ associazione dei consumatori – e ha deciso di vederci chiaro sulla vaccinazione dei bambini come requisito per la frequentazione degli asili nido e soprattutto sullo strano caso dell’ indisponibilità in Italia del vaccino anti difterite: i giudici non hanno rigettato le nostre tesi, ma hanno deciso di vederci chiaro su tale aspetto. Ora nessun bambino non vaccinato, fino a decisione definitiva della giustizia, potrà essere rifiutato da scuole e asili». «Il fatto che il Tar abbia chiesto un approfondimento – dice anche Lorenzo Guidi, uno dei genitori di Rimini che ha aperto la strada per il ricorso contro la delibera comunale che recepisce la legge regionale – significa che vede una fondatezza nelle istanze presentate. Per noi poi c’ è anche un’ altra vittoria, ossia che impugnando il regolamento comunale siamo arrivati a colpire la legge regionale, che risulta inapplicabile, perché impone quattro vaccinazioni senza che esistano. Questa legge non funziona, va ritirata e ne va fatta un’ altra». Eppure si dice soddisfatta anche la Regione che, come il Tar, adesso passa la palla a ministero e Istituto superiore di Sanità. «Non c’ è stato alcuno stop alla nostra legge regionale – ha detto ieri l’ assessore alla Sanità Sergio Venturi – nè è stato messo in discussione l’ obbligo vaccinale che abbiamo introdotto per l’ iscrizione ai nidi e ai servizi ricreativi. Siamo quindi più che mai convinti nel voler portare avanti questa che è una misura di tutela della salute pubblica». Dure poi le parole di Venturi contro il Codacons: «Il presidente (Carlo Rienzi, ndr ) rivolta la frittata parlando di una loro vittoria inesistente. Non c’ è alcuna sospensiva, i provvedimenti in essere sono perfettamente esecutivi. Bisogna evitare qualsiasi speculazione su un argomento che è la salute dei bambini». E sulla mancanza di un vaccino singolo antidifterico: «Aspettiamo il chiarimento del ministero sull’ approvvigionamento». Tra Venturi e il Codacons si consuma poi un battibecco a distanza, con il Codacons che chiede le dimissioni dell’ assessore «che anziché attivarsi per ottenere il vaccino antidifterico e garantire il rispetto delle norme, perde tempo a commentare dichiarazioni che non ha letto e che non conosce». E contro Venturi si scaglia anche il Movimento 5 Stelle: «Le parole dell’ assessore sono molto gravi. Non c’ è stato ancora nessun giudizio sulla legge né tantomeno nessuna sentenza – scrive la capogruppo grillina in Regione, Raffaella Sensoli -. Noi crediamo che i giudici debbano decidere in autonomia e senza essere tirati per la giacca da chi strumentalizza un rinvio come una vittoria politica».
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