7 Gennaio 2015

Vacanze rovinate? E’ possibile chiedere i danni

Vacanze rovinate? E’ possibile chiedere i danni

sidente provinciale dell’ Unione nazionale consumatori, Luigi Giarratana «è entro dieci giorni dal rientro della vacanza che bisogna formalizzare un reclamo, a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, indirizzata all’ agenzia di viaggi, al tour operator e, per conoscenza, all’ associazione dei consumatori. Che può anche dare una mano d’ aiuto nella stesura di questo documento». Non solo. «Bisogna inoltre conservare il catalogo, il materiale illustrativo della vacanza – continua Giarratana – la documentazione di viaggio e quella comprovante l’ eventuale inadempienza del tour operator». “Prove”, queste, senza le quali, sarebbe difficile poter procedere nella speranza di ottenere un risarcimento. Aggiunge il presidente provinciale del Coda cons, l’ avv. Bruno Messina: «Nel caso di smarrimento dei bagagli, evento che avviene soprattutto quando si fa uno scalo intermedio, e a Fiumicino in particolar modo, bisogna fare una denuncia subito, in aeroporto, dicendo appunto che al nastro non è stata trovata la propria valigia e descrivendola nella grandezza, colore, marca e quant’ altro. Poi bisogna conservare gli scontrini che testimoniano l’ acquisto di intimo e qualche capo d’ abbigliamento necessario per far fronte ai giorni senza valigia. Nel caso in cui non si dovesse avere risposta da parte della compagnia aerea si può allora avviare una causa di fronte al giudice di pace che ha tempi più brevi. Questo per quanto riguarda le spese “vive”. C’ è poi un altro danno, quello da “vacanza rovinata”, quello da stress perché per esempio il turista non ha potuto godere dei propri beni messi in valigia e questo viene quantificato dal giudice. Nel caso in cui il bagaglio venga restituito l’ indomani, io sconsiglio di avviare una causa – sottolinea il presidente provinciale del Codacons – perché il danno subito è relativo e probabilmente si perderebbe dato che la vacanza non può dirsi proprio rovinata». C’ è poi un’ altra evenienza. La più brutta. Eppure reale. Tante volte infatti le valigie, anziché essere recapitate dopo, perfino il giorno prima della fine delle vacanze, vengono proprio smarrite. Scomparse. Volatilizzate. Mai arrivate al legittimo proprietario. «In questi casi – precisa l’ avv. Messina – la somma rimborsata viene calcolata in base al peso dei bagagli registrato prima delle partenza. Ma se il viaggiatore porta nella valigia da imbarcare e non nel baglio a mano, beni preziosi, allora è meglio dichiararne prima il valore. Un’ assicurazione farà lievitare il costo del volo, ma almeno in caso di perdita della valigia si potrà ottenere un rimborso, anche integrale». Quanto agli alberghi, possono essere sporchi, mal ridotti o comunque non corrispondenti alle caratteristiche indicate al momento della prenotazione. «In questi casi – spiega il presidente provinciale del Codacons – bisogna rivolgersi a chi ha venduto il pacchetto turistico e se si è in grado di documentare quanto asserito magari fotografando tutto per acquisire prove, allora si può ottenere una somma anche maggiore. Il risarcimento è infatti quantificato e stabilito in base a diverse variabili, dal costo dell’ albergo alle sue condizioni, passando attraverso il numero di notti trascorse in quella struttura. I compagni di viaggio – conclude il presidente provinciale del Codacons – possono anche testimoniare in giudizio». PAOLA ALTOMONTE.

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