20 Aprile 2010

Vacanze rovinate dal vulcano

 Ecco come farsele rimborsare

MILANO 20/04/2010 – I più fortunati sono rima-sti in spiaggia qualche gior-no in più, gli altri invece stanno aspettando che il vento spazzi via la nube di cenere vulcanica nelle sale degli aeroporti di mezz’ Eu-ropa. VACANZE NEL CAOS Sono migliaia i turisti e i passeggeri che avrebbero dovuto fare rientro a casa nel fine settimana e che in-vece sono stati costretti a prolungare i soggiorni. O, peggio, sono rimasti blocca-ti in qualche scalo in attesa che gli aerei ricominciasse-ro a volare. A Fiumicino, diventato l’ hub europeo di riferimento nei giorni dell’ eruzione, soltanto ieri sono stati 35 i "voli specia-li" creati ad hoc dai tour operator per riportare a casa i vacanzieri. E mentre agen-zie di viaggi e operatori del settore si preparano a gesti-re l’ emergenza con vere e proprie task force di esperti, l’ associazione dei consu-matori Codacons avverte i turisti: Chi è rimasto a terra o ha subito disagi ha diritto ad essere rimborsato. Non solo. Compagnie aeree o tour operator devono – fan-no sapere i consumatori mi-lanesi – farsi carico dei per-nottamenti "fuori program-ma" negli hotel e dei mezzi di trasporto alternativi uti-lizzati per tornare a casa. CHI NON PARTE Centinaia i milanesi co-stretti a rinunciare ( o ri-mandare) le vacanze. Ma chi non può partire – ricorda il Codacons – ha diritto al rimborso integrale, entro e non oltre 7 giorni dalla data di cancellazione, di quanto versato o, in alternativa, al cambio data o destinazione del viaggio. Già, perché non si tratta di una rinuncia vo-lontaria ma di una causa di forza maggiore. Come ap-punto l’ eruzione del vulca-no. RIENTRI "DIFFICILI" Chi è stato costretto ad anti-cipare il rientro ha diritto a farsi rimborsare i giorni per-si ma non ha la possibilità di chiedere i danni, "salvo dimostrare che il ritardo e l’ anticipo erano evitabili" fa sapere il Codacons. Certo è, invece, che spetta all’ organizzatore del viag-gio "farsi carico del rientro" spiega il Codacons. Insom-ma, nei limiti del possibile, il tour operator "deve met-tere a disposizione del con-sumatore un mezzo di tra-sporto per il ritorno al luogo di partenza o ad altro luogo convenuto. Se non lo fa, il consumatore ha diritto di cercare autonomamente so-luzioni alternative per rien-trare dalle vacanze e può farsi rimborsare le spese che ha sostenuto, salvo sia-no soluzioni eccessivamen-te onerose". Treni, macchi-ne prese a noleggio e pul-lman dovrebbero dunque essere addebitate all’ orga-nizzatore e non a carico del turista. ASSISTENZA IN VIAGGIO I tour operator intanto si preparano a gestire al me-glio l’ emergenza e offrire as-sistenza a chi non è riuscito a imbarcarsi. Mar Rosso, Mauritius, Mal-dive e Marocco le zone più " criti che", quelle dove i "forzati delle vacanze" sa-rebbero centinaia, se non migliaia. Impossibile al momento fa-re una stima precisa – fanno sapere i tour operator – la situazione cambia da un momento all’ altro. I primi calcoli, diffusi dall’ associazione Assotra-vel, parlerebbero però di al-meno 5mila italiani blocca-ti in villaggi, hotel, aeropor-ti di mezzo mondo. " Stiamo garantendo assi-stenza a tutti i nostri clienti – fanno sapere da Valtur – la maggior parte è ospite nei nostri villaggi in attesa che si sblocchi la situazione". Ma di notizie certe su quan-do si tornerà alla normalità non ce ne sono ancora. A chi è bloccato nei terminal -fa sapere il Codacons -dev’ essere garantita assi-stenza. Spetta infatti alla compagnia aerea "assicura-re 2 telefonate, o fax o email, pasti e bevande in relazione all’ attesa e, nel ca-so si renda necessario, il pernottamento, adeguata sistemazione in albergo e trasporto tra aeroporto e luogo di sistemazione" ren-de noto l’ associazione dei consumatori. Non solo. Il passeggero po-trà scegliere se chiedere il rimborso del biglietto aereo o la riprotezione, " ossia l’ imbarco su di un volo al-ternativo per la destinazio-ne finale non appena possi-bile o ad una data successi-va a lui più conveniente, a seconda della disponibilità di posti". RISARCIMENTO DANNI Ma a detta del Codacons turisti e viaggiatori che in questi giorni si ritrovano " p r ig i o n i e r i" degli scali avrebbero diritto a chiedere perfino i danni. Già, perché in caso di colpa del vettore aereo, come la mancata as-sistenza o un’ informazione poco tempestiva o "illudere i passeggeri che si riprende-rà a volare quando le previ-sioni meteo dicono tutto il contrario" spiega l’ associa-zione dei Consumatori, da’ diritto "ad avere qualcosa in più del semplice rimbor-so del biglietto" aggiunge. Un risarcimento danni "che però necessita di una causa" spiega il Codacons, o la compensazione pecu-niaria, pari a 250 euro per le tratte fino a 1.500 chilome-tri, 400 euro per i voli tra i 1.500 ed i 3.500 e 600 euro per le tratte superiori ai 3.500 al di fuori dell’ Unio-ne europea. Federica Mantovani.

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