20 Marzo 2005

Vacanze rovinate, centinaia di ricorsi

Vacanze rovinate, centinaia di ricorsi

Pordenone.
Le vacanze rovinate, a causa di truffe, disguidi organizzativi, calamità naturali o fallimenti di operatori, occupano il terzo posto tra le cose che hanno maggiormente angustiato i pordenoensi nel 2004, secondo la classifica elaborata dalle associazioni che tutelano i diritti dei consumatori. Dopo le bollette errate e le truffe “porta a porta“, infatti, risultano essere centinaia i pordenonesi che hanno cercato aiuto per sanare una questione inerente a un viaggio. Per “vacanze-bidone“ agli sportelli dell`Adiconsum hanno bussato più di 50 persone e un centinaio alla Federconsumatori. Secondo le stime di Telefono Blu, invece, sono oltre novemila gli italiani che nel 2004 hanno subito disagi in vacanza, dei quali oltre 5000 per la mancata consegna o il danneggiamento dei bagagli. «Ma tratta di una sottostima», precisa Paolo Barbieri, referente dell`associazione per il Friuli, aggiungendo che per quanto riguarda il Pordenonese, durante la scorsa estate, tre vacanze su dieci, sono state rovinate dallo smarrimento delle valigie. «Va però detto – aggiunge Vitto Claut, presidente del Codacons, il quale ogni anno intraprende una decina di cause per ottenere i risarcimenti dei danni – che i giudici di pace pordenonesi si stanno dimostrando sempre più sensibili nei confronti dei turisti, quando non si riesce a concludere la vicenda in maniera pacifica (cosa che accade nel 90\% dei casi)». Tra le tante cause vinte, ultima in ordine di tempo è quella conclusasi venerdì, davanti al giudice civile, il quale ha condannato la Franco Rosso a risarcire con 1300 euro (oltre che a farsi carico delle spese di lite) il pordenonese Franco Gambin. E ciò perchè la spiaggia greca (a Creta) sulla quale quest`ultimo era approdato con la famiglia non rispondeva a quanto magnificato nel dépliant: si trovava vicina a una raffineria ed era piena di catrame, tant`è che le vasche per sciacquarsi dopo il bagno erano dotate di spugnette abrasive. Gambin aveva chiesto di essere trasferito, ma si era sentito dire che ciò sarebbe accaduto solo se avesse firmato una liberatoria, rinunciando a rivalersi contro il tour operator. Lui ha rifiutato e quando è tornato a casa ha intrapreso le vie legali.

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