8 Agosto 2021

Vacanze, raffica di rincari: il Codacons lancia l’allarme

E’ stangata sulle vacanze estive degli italiani, dai trasporti agli ombrelloni: il Codacons lo denuncia in un’indagine sul trend di prezzi e tariffe nel turismo. Una villeggiatura di 10 giorni, dicono all’associazione consumatori, costa in media l’11% in più rispetto al 2020, con la spesa pro capite cresciuta di 98 euro tra spostamenti, alloggi e servizi. Si passa infatti dagli 898 euro di un anno fa agli attuali 996 euro.

“Il quadro che ne emerge è quello di un’estate in cui una vacanza costa sensibilmente di più rispetto al 2020, nonostante già lo scorso anno stabilimenti balneari, strutture ricettive ed esercizi vari abbiano ritoccato i listini con la scusa del Covid”, rileva ancora il Codacons.

Spostamenti in auto e aerei

Chi si sposta in auto dovrà mettere in conto una maggiore spesa per i rifornimenti del +17% rispetto al 2020 a causa dei rincari di benzina e gasolio, che portano un pieno a costare oggi oltre 12 euro in più. Per quanto riguarda i voli, invece, alla crescita delle tariffe base per le principali destinazioni turistiche si aggiungono vecchi e nuovi costi per una serie di servizi, come il trasporto dei bagagli (anche a mano), la scelta del posto a sedere, le polizze assicurative, la possibilità di cambiare o cancellare la prenotazione, ecc. Si tratta di costi extra applicati sia dalle low-cost che dalle compagnie tradizionali e che, sommati, arrivano a costare più del doppio rispetto al prezzo del volo.

Trasporti via mare e stabilimenti balneari

Anche spostarsi via mare costa sensibilmente di più, con le tariffe del trasporto marittimo cresciute in media del +18%. Per gli stabilimenti balneari in tutta Italia si registrano incrementi medi del +5% per l’affitto giornaliero di ombrelloni, lettini e sdraio, con punte del +40%. Aumentati presso i lidi anche i costi delle consumazioni, dei pasti e degli aperitivi, nell’ordine del +10%.

Strutture ricettive

Hotel, b&b, resort e case vacanza con il Covid hanno modificato sensibilmente le proprie politiche tariffarie: non solo rincari per i costi del pernotto (+3,8%), ma chi intende soggiornare in una struttura rimborsabile in caso di cancellazione del viaggio, deve mettere in conto una maggiore spesa fino al +100% rispetto alla stessa soluzione “non rimborsabile”, con conseguente aggravio dei costi di una villeggiatura.

Bar e ristoranti Fare colazione al bar, prendere un aperitivo, pranzare o cenare al ristorante, costa in media il +2% rispetto allo scorso anno, con incrementi dei listini che raggiungono però il +10% nelle località a forte vocazione turistica. Questo perché gli esercizi, con le ultime riaperture, hanno ritoccato i listini al pubblico per caffè, gelati, bevande (nel caso dei bar), e corretto al rialzo i prezzi dei menu, dagli antipasti al dolce, passando per pizza e fritti (nei ristoranti).

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