2 Giugno 2020

Vacanze più care, l’ allarme dei consumatori

le associazioni: incremento del 20 per cento medio delle spese per le ferie. il nodo voucher per i rimborsi dei viaggi
Christian Seu / udine Altro che sconti pazzi, altro che ferie low cost. Le prime vacanze post-coronavirus avranno come compagni di viaggio i rincari, generalizzati, su tutto quel che riguarda spostamenti e relax. La denuncia è del Codacons, che ha elaborato un borsino su base nazionale per fotografare la situazione che attende i vacanzieri italiani, la stragrande maggioranza dei quali sceglierà il Belpaese per le ferie estive, anche per dribblare le mille e una restrizioni che gli altri Paesi appaiono intenzionate a confermare anche per le prossime settimane. L’ allarme sul caro-vacanze è condiviso anche dalle associazioni dei consumatori del Fvg. In Friuli il bollettino dei rincari al momento non fa segnare balzi stratosferici. Gli alberghi promettono di “non aumentare i prezzi, secondo il motto: non abbassiamoli, ma non alziamoli neppure”, spiega Paola Schneider, presidente di Federalberghi Fvg. E anche i pubblici esercizi cercano una mediazione, “consapevoli che la stessa clientela ha un potere d’ acquisto più limitato dopo il lockdown”, riflette Carlo Dall’ Ava, presidente udinese della Fipe. Pochi centesimi al litro, ma i carburanti sono già aumentati rispetto alle giornate di serrata totale di marzo e aprile. I rincari per chi si mette in marcia, insomma, cominciano già al momento di girare la chiave nel quadro dell’ automobile. E proseguono per la pausa caffè nelle aree di sosta, con la tazzina rincarata in media di 10 centesimi. E le strutture ricettive? Secondo il rapporto del Codacons l’ aumento medio in Italia si attesterà sull’ 8 per cento, leggermente inferiore (9 per cento) rispetto a quello che ci attende a tavola, con i ristoratori costretti a far salire i prezzi delle portate anche per rientrare delle spese legate alle procedure di sanificazione continua e alla diminuzione del numero di coperti a disposizione. Secondo il Codacons, il prezzo di una vacanza di 10 giorni passerà dai 736 euro del 2019 agli 833 di quest’ anno. Cresce anche il costo da sostenere per chi intende concedersi ombrellone e lettino (da prenotare obbligatoriamente negli stabilimenti) in riva al mare, con un aumento medio tra l’ 8 e il 10 per cento che al momento non sembra interessare le località balneari del Fvg: «Abbiamo consigliato a tutti i nostri associati di non aumentare i prezzi», spiega il presidente regionale del Sindacato italiano Balneari, Salvatore Sapienza. «L’ auspicio – sottolinea Barbara Puschiasis, presidente di Consumatori Attivi – è che il Bonus vacanze previsto dal governo non sia assorbito dagli aumenti. Anche perché il settore del turismo e quello del commercio possono godere di misure sostanziose messe a punto dal Cura Italia, dal decreto Rilancio e il decreto Liquidità». Ma c’ è un altro aspetto interessante che Puschiasis mette in campo, quello legato ai rimborsi: «Il consumatore può richiedere il rimborso per il viaggio non goduto, ma tocca alla struttura ricettiva decidere se restituire i soldi o staccare un voucher, soluzione questa privilegiata naturalmente dagli albergatori», evidenzia la presidente dell’ associazione. «L’ importante è che da rincari talvolta giustificabili si torni indietro a emergenza finita», sottolinea il presidente regionale del Codacons Fvg, l’ avvocato pordenonese Vitto Claut. «Siamo contrari agli aumenti di prezzi, ma siamo pure consapevoli che parecchie aziende si trovano nelle condizioni di dover spendere per misure straordinarie legate alla sanificazione e al mantenimento delle distanza di sicurezza – spiega Claut -. Altro aspetto è quello della spesa quotidiana: i prezzi sono aumentati, anche del 10 per cento, già nelle settimane della serrata totale, così come si sono impennati i prezzi delle materie prime». –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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