8 Aprile 2020

Vacanze pasquali, genitori in allarme «Già perse fin troppe ore di scuola»

appello al codacons che invita a contattare il ministero
Antonella Scalzi Tutti promossi e vacanze di Pasqua confermate, ma la Calabria, regione troppo spesso additata quale fan delle “strade in discesa”, stavolta non ci sta e scende in campo per chiedere spiegazioni rispetto a uno stop pasquale che, in tempi di attività didattiche sospese, proprio non convince. Una mobilitazione virtuale, certo. In un paese chiuso per coronavirus non c’ è alternativa, ma l’ emergenza sanitaria accende i riflettori sui problemi e spegne l’ era in cui le vacanze erano l’ atteso regalo in grado di mettere tutti d’ accordo. Oggi ci si divide anche su questo e, dopo settimane di istruzione affidata alla didattica a distanza, sono tanti i genitori che, anche a Catanzaro, sembrano non aver digerito uno stop che ha il sapore della beffa. In un clima incerto al punto che le scuole potrebbero anche riaprire a settembre, d’ altronde, sono tante le famiglie catanzaresi che nella scelta assunta dal governo Conte non riescono proprio a trovare un filo logico. La didattica a distanza, oltretutto, ha fatto emergere da subito problemi e ritardi che hanno inevitabilmente ridotto i ritmi di apprendimento. Ma tant’ è, ormai il dado è tratto e domani anche la didattica a distanza andrà in vacanza. Di videolezioni da seguire e compiti da stampare si tornerà a parlare mercoledì. Sarà pure troppo tardi per lamentele e proteste, ma, a subire decisioni giudicate fuori luogo da più fronti, la Calabria non ci sta. Il capoluogo di regione non fa eccezione e a dimostrarlo ci sono innumerevoli contatti fatti registrare dal numero telefonico di assistenza legale messo a disposizione dal Codacons. Settimana pre-pasquale da record, telefoni incandescenti e famiglie sul piede di guerra, insomma. È il Mezzogiorno che stavolta ci ha provato a fare la differenza lanciando, attraverso la cultura, una mossa di riscatto che, pur senza centrare l’ obiettivo, resterà come pagina inedita da incastrare nell’ incredibile storia di una pandemia alla quale il mondo non era preparato. Sullo sfondo le perplessità di tante mamme e tanti papà che proprio non si spiegano come si possa mandare l’ istruzione in vacanza nel corso di un anno scolastico già compromesso. Sì, su una cosa i genitori sembrano essere tutti d’ accordo: «Gli studenti di ogni ordine e grado hanno già perso moltissime ore di lezione ed è inutile aggravare la situazione visto che oltretutto i ragazzi saranno in vacanza, ma dovranno comunque restare a casa». Da qui l’ invito rivolto dal Codacons a tutte le famiglie calabresi: «Inviate una mail di protesta al ministero». Sì, perché nonostante domani si fermerà anche la campanella virtuale la questione di principio rimane e fa segnare un altro tema di dibattito in una regione che, mai come in queste settimane, ha toccato con mano uno spaventoso digital divide che costringe studenti e docenti a una gara impari.

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