11 Agosto 2021

Vacanze in Italia: il Covid pesa sulle tasche degli italiani

Nel pieno della campagna vaccinale che nelle ultime ore ha trovato sempre più consenso anche da parte dei più restii ad aderire, le vacanze degli italiani entrano nel vivo con un agosto che si preannuncia all’insegna del Made in Italy.

A rovinare, però, i sogni estivi degli italiani ci hanno pensato i dati riportati dal comunicato del Codacons, pubblicato nella giornata di ieri all’interno del proprio sito che spiega come:

“Le vacanze in Italia costano in media l’’11% in più rispetto all’estate 2020. La spesa di 10 giorni in vacanza è prevista essere superiore di quasi 100 euro procapite.”

I dati del Codacons sottolineano quello che è il rincaro che ha colpito diversi settori del turismo, dai trasporti come navi e aerei, agli affitti delle case-vacanze e degli alberghi, fino a passare alla situazione dei ristoranti, che dovranno fare a meno della clientela sprovvista di Green Pass.

Tale situazione si è riflessa in tutto il comparto del settore vacanze, e non solo, con il rincaro del prezzo della benzina che, come denunciato sempre dalla nota del Codacons, ha raggiunto i limiti massimi segnati negli ultimi anni.

Prima di entrare nello specifico in quello che è l’aumento delle spese che gli italiani in vacanza dovranno sostenere, grazie ad un video del canale Youtube TOP VIDEO ITALIA vi mostriamo quelle che sono le 10 località italiane scelte come i migliori posti da visitare nel nostro Paese quest’estate:

Vacanze in Italia: il rincaro del carburante

Tra le situazioni che meritano attenzione, riportate nella mattinata di ieri ancora una volta da un comunicato del Codacons, infatti, vi è l’aumento dei prezzi del petrolio che colpisce ancora una volta le macchine di milioni di italiani.

Tornano a salire i prezzi dei carburanti, infatti, rispetto allo scorso anno un pieno di benzina costa oggi 13 euro in più (+18,6%) rispetto ad agosto dello scorso anno, mentre per un pieno di diesel l’aggravio di spesa è pari a +11,3 euro (17,6%).

Sempre all’interno del comunicato si può leggere un’analisi del Presidente del Codacons, Carlo Rienzi, il quale ha espresso come questo rincaro possa rivelarsi una vera e propria stangata per le vacanze degli italiani che hanno deciso di rimanere dentro i confini. Tale aumento dei prezzi si traduce in una maggiore spesa per il rifornimento di carburante, riconducibile A 312€ in più che gravano sulle tasche degli italiani.

Sempre all’interno della nota di ieri del Codacons si può leggere una considerazione molto forte del Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimo Dona, che ha ripercorso quello che è stato il cammino di benzina e diesel e che ha raggiunto l’apice del valore proprio questa estate:

Continua ad aumentare il prezzo della benzina che, arrivando a 1,657 euro al litro, raggiunge il record dell’inverno 2018 di 1,661€ al litro, mentre il gasolio, pur rimanendo stabile a 1,510€, si conferma ai valori massimi toccanti nel giugno 2019, quando si attestò a 1.514 euro al litro

L’aumento dei prezzi del carburante si è riflesso inevitabilmente anche sul settore dei trasporti aerei e navali, confermando una volta ancora come le vacanze di questa estate rischino di presentare una “stangata” per gli italiani rimasti dentro ai confuni.
Aerei e navi: spostarsi per le vacanze costa di più

Questo incremento dei prezzi dei carburanti si è riflesso inevitabilmente sui mezzi di trasporto dalla macchina, come abbiamo visto poc’anzi, ma anche sul costo dei servizi di navi ed aerei.

A denunciare questa situazione è un altro comunicato del Codacons uscito un paio di giorni fa e che mostrava come anche le tariffe dei voli aerei avessero subito un aumento.
Infatti, il comunicato del Codacons ha evidenziato come anche alcuni servizi annessi ai voli, come l’aggiunta di un bagaglio aggiuntivo, la scelta del posto a bordo, eventuali possibilità di gestire in seguito la propria prenotazione (come in caso di cancellazione); avessero subito un notevole aumento di costo.

Tale incremento avrebbe riguardato indistintamente le compagnie low-cost e quelle tradizionali, rendendone sempre più flebile la distinzione. In particolare, questi extra-costi applicati principalmente per le destinazione italiane, hanno registrato un supplemento che ha portato i biglietti a costare più del doppio rispetto l’anno precedente.

Sempre il comunicato del Codacons ha quantificato quelli che invece si sono rivelati essere i rincari relativi agli spostamenti via mare.

I viaggi su navi e traghetti, infatti, hanno registrato anch’essi un aumento di prezzi rispetto alla precedente stagione estiva, con le tariffe lievitate in maniera decisiva. Pertanto, proprio come riportato dalla nota del Codacons:

Spostarsi via mare costa sensibilmente di più rispetto allo scorso anno, con le tariffe del trasporto marittimo cresciute in media del +18%.

Nelle seguenti righe, invece, affronteremo il rincaro subito da un’altra categoria determinante per le vacanze di milioni d’italiani: le strutture alberghiere, residence, hotel, b&b e case vacanza.
Rincaro-Vacanze: i prezzi aumentano anche per i soggiorni

Sono diverse le categorie di strutture che si preparano ad accogliere i milioni di turisti che le raggiungeranno per soggiornare durante le proprie vacanze.

L’avvento della pandemia, l’incertezza delle disposizioni governative per questa estate 2021 e la vicenda Green Pass, si sono rivelati degli eventi determinanti nel rincaro di case vacanza, residence, Bed & Breakfast e Hotel che hanno alzato ulteriormente i prezzi per questa stagione estiva.

Nello specifico, le politiche tariffarie delle strutture hanno registrato dei rincari sotto diversi elementi che costituiscono il prezzo finale, fino a portare un aumento dei costi di pernottamento del 3,8%.

Inoltre, si calcola che la classica possibilità di aggiungere un’assicurazione al proprio soggiorno, come nel caso si volesse aggiungere la possibilità di rimborso in caso di annullamento del viaggio, porterà la tariffa a gonfiarsi fino al +100% della medesima camera con una soluzione “non rimborsabile”.

Medesimo aumento sulla quota del pernottamento se si dovesse decidere di siglare apposite assicurazioni che coprono dai rischi legati al Covid, come nel caso delle spese mediche, dei viaggi sanitari o dei rimpatri. Anche per questo servizio aggiuntivo, però, si prevede un rimborso integrale in caso di rinuncia al viaggio.

Sempre all’interno del comunicato, infatti, il Codacons consiglia come adoperarsi nel caso questa sfortunata eventualità dovesse verificarsi, inviando una raccomandata alle compagnie aeree o alle strutture di pernottamento allegando un certificato medico e richiedendo il rimborso del soggiorno.

Tra le preoccupazioni più diffuse degli italiani in procinto di partire in vacanza, infatti, è quella di contrarre il Virus quando si è lontani da casa. In questo caso cosa succederebbe? Infatti, secondo le disposizioni governative, il rientro a casa è da escludersi per chiunque risultasse positivo al Covid-19 che non può, ovviamente, salire su qualsiasi mezzo di trasporto pubblici: navi, aerei, treni o autobus.

Inoltre, coloro che avessero contratto il coronavirus, dovranno sostenere la quarantena nella provincia dove si trovano, senza alcuna possibilità di tornare a casa viaggiando per macchina.

Nel caso questa situazione dovesse verificarsi ed un cittadino fosse positivo al Covid durante le proprie vacanze, la procedura è quella di comunicare alle ASL del territorio di villeggiatura la propria positività, affidandosi alle loro soluzioni per predisporre i tempi e le modalità nelle quali avverà l’isolamento, in strutture o case-vacanza apposite.

Ancora in dubbio l’esito della situazione nel caso le strutture dovessero risultare sature o se non fosse disponibile una sistemazione per sanificare le stanze in modo da accogliere i futuri turisti in totale sicurezza.
Vacanze 2021: sale il prezzo anche di bar, ristoranti e stabilimenti balneari

Abbiamo esaminato a fondo l’allarme lanciato dal comunicato del Codacons che, fino ad ora, ci ha permesso di focalizzarci su quelli che sono i rincari relativi al prezzo del carburante, dei trasporti (pubblici e privati) e delle strutture per il pernottamento. La cattiva notizia è che questa stangata riguarderà altre tre categorie determinati per il turismo: gli stabilimenti balneari, le attività di ristorazione ed i bar.

Partendo dai gestori delle spiagge private, infatti, la nota del Codacons evidenzia come l’adeguamento alle misure di difesa dal Covid si sia riflesso inevitabilmente sul costo finale della prenotazione:

In tutta Italia si registrano rincari medi del +5% per l’affitto di ombrelloni, lettini e sdraio, con punte del +40% raggiunte nella Costiera Amalfitana. Sono aumentati presso i lidi anche i costi delle consumazioni, dei pasti e degli aperitivi, segnando un aumento del 10%.

Proprio la nota evidenzia come questo aumento dei prezzi non riguardi solo l’ingresso o l’affitto di attrezzatura, ma colpisca anche i servizi interni come i bar o i ristoranti della spiaggia.

Anche le attività di ristorazione ed i bar esterni alla spiaggia rappresentano altre categorie merceologiche che hanno subito ulteriori rincari dovuti alle incertezze delle disposizioni governative, all’adeguamento delle strutture e dalla paura di perdere la fetta di clientela priva di Green Pass che non potrà aver accesso all’attività.

Sempre secondo il Codacons, infatti, nell’estate 2021 consumare presso un bar o un ristorante costerà in media il 2% in più rispetto alla precedente stagione estiva, con punte del 10% nelle località turistiche più apprezzate dagli italiani, come in Puglia, Sicilia e Calabria.

Questo rincaro – aggiunge il Codacons – è dovuto alle ultime riaperture degli esercizi che per far fronte al periodo di inattività e dal presunto ritorno dei turisti hanno aumentato i listini e i menù delle proprie attività.

Nonostante questo aumento generale dei prezzi, infatti, milioni di italiani non sono pronti a rinunciare le vacanze ed a prendere una boccata di ossigeno prima di tornare alla vita di tutti i giorni.

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