14 Luglio 2013

Vacanze, in 8 milioni rinunciano a partire Stangata carburanti

Vacanze, in 8 milioni rinunciano a partire Stangata carburanti

Roma Non per tutti l’ estate è sinonimo di vacanza. Quest’ anno la crisi costringe 7,8 milioni di italiani a rimanere a casa e condiziona le ferie di altri 23,3 milioni di connazionali. Anche chi si metterà in viaggio, infatti, tra caro servizi, stangata sul prezzo dei carburanti (in Italia costano l’ 11,9% in più rispetto alla media dell’ Eurozona) e pacchetti turistici più salati, porterà in valigia gli effetti delle difficoltà economiche. Poco ottimismo A dipingere questo poco confortante quadro è uno studio di Confartigianato dal quale emerge che tra il 2009 e il 2013 l’ indice dei prezzi dei servizi per le vacanze è aumentato del 15,1% e quello dei trasporti addirittura del 21,8%. Più contenuti i rincari dei pacchetti vacanze (+8,7%) e di alberghi e ristoranti (+6%). Anche la Coldiretti segnala che quest’ anno si stanno affermando le vacanze a «chilometri zero» per le 16 milioni di famiglie che possono concedersi almeno un giorno di vacanza fuori casa: sette italiani su dieci (70%) restano in Italia e di questi il 24% non si allontana neppure dalla propria regione. Tra chi lascia i confini nazionali, appena il 4% dei vacanzieri ha scelto lontane mete extracomunitarie. L’ indagine di Coldiretti rivela anche che il 27% delle famiglie spenderà tra i mille e i duemila euro mentre solo una minoranza, il 6%, sforerà il tetto dei duemila euro. Il risparmio pesa anche sulla scelta degli alloggi con il 25% degli italiani che punterà su alberghi con meno stelle o sulle pensioni. Molto gettonati gli agriturismi, scelti da 3,5 milioni di italiani. Che la tendenza sia quella di «accontentarsi» del Belpaese emerge pure da un sondaggio on line sulle intenzioni di vacanza degli italiani realizzato dal Touring club italiano (Tci) Le mete preferite Secondo Il Touring club il 75% dei vacanzieri che intende effettuare un periodo di ferie, della durata media di 13 giorni, opterà per vacanze entro i confini nazionali. Tra le regioni più scelte Trentino Alto Adige (20%) e in particolare Val Pusteria, Val di Fassa e Val Badia, Puglia (14%) e per lo più Salento, seguito da Tremiti-Gargano e Toscana (13%), prediligendo la Maremma, poi l’ Isola d’ Elba e la Costa degli Etruschi. Il 25% che, invece, sceglie l’ estero s’ indirizza verso destinazioni europee come Francia (16%), Grecia (12%), Spagna (9%) e Croazia (7%) mentre il primo Paese extraeuropeo per numero di preferenze sono gli Stati Uniti d’ America (5%). La minore propensione a muoversi, abbinata certamente a un cambiamento di abitudini, si riflette anche sul traffico. Sull’ autostrada del Brennero ieri mattina si sono registrate code e rallentamenti per l’ arrivo di turisti, la circolazione è stata intensa pure sulle autostrade dell’ Emilia-Romagna, ma non sono state registrate situazioni di particolare criticità. Rincari alla pompa Secondo Viabilità Italia in mattinata la circolazione è stata regolare lungo tutte le arterie e soltanto nel pomeriggio i flussi sono diventati più sostenuti per gli spostamenti verso le località turistiche. Sul fronte del caro benzina, una stangata da 115 milioni di euro si abbatte sulle vacanze estive degli italiani con i recenti rincari di benzina e gasolio. Lo afferma il Codacons, denunciando gli aumenti «del tutto ingiustificati dei carburanti, che ancora una volta si registrano in prossimità delle partenze degli italiani». L’ ondata di rincari negli ultimi giorni determina una maggiore spesa per un pieno di benzina pari a 3,85 euro rispetto ai listini in vigore solo tre mesi fa, spiega l’ associazione dei consumatori. Maggior esborso destinato ad aggravarsi nei prossimi giorni in caso di ulteriori ritocchi al rialzo dei listini. «Abbiamo chiesto alle Procure di Roma e Milano e all’ Antitrust di intervenire a tutela degli automobilisti italiani ? spiega il presidente di Codacons, Carlo Rienzi ?. È inaccettabile che ogni anno, proprio in prossimità delle partenze degli italiani per le vacanze, i listini di benzina e gasolio subiscano repentine impennate, svuotando i portafogli delle famiglie». L’ ondata di rincari registrata sulla rete italiana negli ultimi giorni ha un tasso di crescita, nel trimestre considerato, più che triplo rispetto all’ inflazione ufficiale registrata dall’ Istat per il periodo (più 4,3%). In particolare, il nostro Paese continua ad avere il record negativo per il prezzo della benzina verde, superiore dell’ 8,5% rispetto alla media dell’ Unione europea, e per quello del gasolio auto, più caro del 15,6% sempre rispetto alla media degli altri partner europei più competitivi. nascosto

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