31 Luglio 2002

Vacanze da incubo, denunce a raffica

Quella famiglia, che tanto aveva sognato la vacanza, si è ritrovata invece in un tugurio con vista sul cemento armato e a un`ora di cammino dalle spiagge non così bianche come sperato. «Non si tratta dell`unica lamentela per casi di vacanze rovinate che abbiamo raccolto – dicono allo Sportello del consumatore di Perugia – ma è significativo che ci vengano segnalati ben prima del grande esodo di agosto. Il consiglio che possiamo dare ai villeggianti è di fare attenzione alle proposte di viaggio ed eventualmente sottoscrivere un pacchetto con assicurazione, che costa leggermente di più, ma almeno tutela il sottoscrittore.
Diffidare, infine, delle offerte last-minute o di quelle troppo vantaggiose».
Un`altra serie di segnalazioni arriva dal Codacons di Perugia e anche in questo caso ha il sapore amaro della beffa. «Alcuni parrucchieri, da un po` di tempo, offrono ai clienti dei bollini e delle schede. Una volta completata la raccolta si usufruisce di un soggiorno presso un villaggio vacanze in Sicilia – dice Carla Falcinelli – ma una volta arrivati sul posto in molti si sono lamentati».
Cos?era successo? Lo racconta la stessa Falcinelli: «Il residence non corrispondeva a quello visto sul depliant con vista sul mare a 400 metri, ma era situato in mezzo alle colline, in un luogo solitario e ad almeno due chilometri dalla spiaggia. La signora che si è rivolta a noi aveva vinto due settimane di soggiorno; dopo sei giorni è tornata a casa. Per raggiungere la spiaggia era costretta ad affittare una macchina al costo di 32 euro al giorno».

Una vera vacanza da incubo, ma che possiede tutti gli elementi per poter ricorrere alla giustizia e chiedere il risarcimento. La sentenza della Cassazione dà ragione alle associazioni di consumatori e riconosce il diritto al risarcimento per il danno materiale. «Visto che la gente paga per ricevere servizi di determinata qualità e non li ottiene, ma anche al risarcimento per i danni morali – afferma ancora Carla Falcinelli – in genere questi viaggi sono attesi con trepidazione, magari sono il frutto di anni di sacrifici, con la speranza di portare a casa un bel ricordo e, invece, si trasformano in un`esperienza inquietante».
Ma qual è l`iter da seguire per ottenere giustizia per una villeggiatura che prometteva innumerevoli meraviglie e si trasforma in un`episodio fantozziano?
«Prima di tutto bisogna ricordarsi di fotografare tutte le situazioni di disagio e premunirsi di testimoni che confermino i disguidi e le scomodità patite – conclude Carla Falcinelli – entro dieci giorni bisogna segnalare i disservizi al tour operator e all`agenzia. Ma è consigliabile anche diffidare dalle offerte troppo vantaggiose e leggere sempre bene tutto».
Nel caso in cui agenzia e tour operator non avanzino nessuna offerta di rimborso si possono adire le vie legali. Se la spesa è inferiore ai 2500 euro bisogna rivolgersi al giudice di pace, altrimenti è competente il Tribunale.
Per ottenere il risarcimento, infine, è obligatorio sottoscrivere il contratto d`acquisto del pacchetto, in caso contrario si tratta di un “pacco“.

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