23 Agosto 2004

Vacanza-incubo per una disabile

Erika, 28 anni, aveva prenotato un soggiorno in Tunisia con la garanzia che l`albergo era a misura di handicap

Vacanza-incubo per una disabile

Rampe inaccessibili e scalinate: «Sono uscita solo due volte e in braccio al fidanzato, ho pianto per 9 giorni»

Le vacanze sognate per tanto tempo e conquistate con la rinuncia a 2 mila e 500 euro si sono trasfornate in un incubo per una ragazza disabile. Ha passato 9 giorni in camera a piangere di rabbia per quella sua prima vacanza rovinata. «Sono andata in agenzia viaggi a Spinea e, dopo aver scelto l`albergo e il pacchetto, l`agenzia ha inviato un fax ad Alpitour, che ha risposto assicurando che l`albergo era accessibile ai disabili. Perchè lo scopo principale del mio viaggio era quello di sentirmi libera, autonoma» – racconta Erika Monti, 28 anni. Ma il viaggio all`insegna di sole e indipendenza, in Tunisia, è diventato un incubo.«Vi basti sapere che sono andata al mare solo due volte, portata in braccio dal mio fidanzato lungo rampe di scale assolutamente impercorribili per un disabile. Il resto del tempo l`ho passato in camera d`albergo, a piangere di rabbia». E la rabbia è stata tale che, di una vacanza di 15 giorni, Erika e il suo fidanzato se ne sono fatti solo 9 e poi hanno preteso da Alpitour un passaggio aereo immediato per rientrare in Italia.Ma è difficile dimenticarsi di quel che è successo ed è difficile dimenticarsi anche dei 2.500 euro spesi in due per una vacanza in Tunisia, non in Messico. L`hotel Tej Marhaba di Sousse, a pochi chilometri da Monastir è un quattro stelle e anche il catalogo Alpitour lo quota bene, con 4 cerchietti su 6. «Eppure la camera era lurida e anche sul cibo avrei da ridire visto che sono stata malissimo, ho avuto un attacco di dissenteria terribile per qualcosa che avevo mangiato in albergo». Ma sarebbe stato il meno se Erika fosse riuscita in questa sua prima vacanza all`estero a star tranquilla in spiaggia o in piscina. «E invece era semplicemente impossibile per un disabile arrivare in spiaggia. Se avessi deciso di tentare la sorte lungo le rampe dell`albergo in carrozzina invece che a piedi, mi avrebbero trovata sfracellata. In Italia per legge la pendenza è al massimo dell`8 per cento, lì eravamo al punto che, con il freno tirato, la carrozzina andava avanti lo stesso». Alpitour invece aveva garantito la totale accessibilità del complesso Tej Marhaba che, tra l`altro, non vende nemmeno a prezzi di saldo. «Lo scopo di questo primo viaggio era proprio quello di fare tutto da sola. Alpitour mi ha imbrogliata, mi bastava potermi muovere da sola, ma non mi hanno messo nemmeno nelle condizioni minime di fare una vacanza autonoma. Adesso mi rivolgerò al Codacons per vedere se è possibile fare causa ad Alpitour, chiedendo il rimborso della spesa, ma anche i danni per la vacanza rovinata. Perchè mi sono mangiata le ferie e anche il fegato, in Tunisia. Non è possibile che trattino così i loro clienti».

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