6 Giugno 2010

Vacanza da incubo in Madagascar per 3 lucani gabbati

LAGONEGRO – Un sogno che improvvisamente si realizza per una famiglia di Lauria: una vacanza sulle splendide coste del Madagascar. Ma presto quel sogno si trasforma in un incubo: dopo una settimana i coniugi Carlomagno – Rizzo si trovano coinvolti in una vera e propria azione militare e vengono sfrattati dal residence dove alloggiano con un’ altra cinquantina di turisti addirittura dall’ esercito in assetto da guerra. Il pubblico ministero di Lagonegro, Francesco Greco, ha chiesto il rinvio a giudizio per il presidente del consiglio di amministrazione di una nota società nazionale organizzatrice di soggiorni turistici e per il legale rappresentante di un’ altra società, collegata alla prima, che aveva fittato e gestiva il villaggio vacanze Andilana Beach in Madagascar. I due sono ritenuti responsabili del reato di truffa in concorso, in quanto secondo la Procura, pur sapendo che il villaggio vacanze era stato sottoposto a sfratto non lo avevano detto ai turisti, tra cui i coniugi di Lauria Raffaele Carlomagno e Mimma Rizzo. L’ indagine parte proprio dalla loro denuncia. I coniugi Carlomagno – Rizzo acquistano un pacchetto che prevede due settimane di vacanza nel residence Andilana Beach di Nosy Be in Madagascar. I due coniugi arrivano a destinazione il 7 febbraio. Con loro c’ è anche la figlioletta di tre anni. La prima settimana tutto fila liscio. Poi alle 8 del mattino del 13 febbraio succede l’ incredibile: gli viene comunicato che bisogna lasciar immediatamente il residence e usciti dalla loro stanza si trovano di fronte addirittura militari e forze di polizia addetti allo sgombero. Facile immaginare lo sgomento e la paura della famigliola di Lauria alla vista dell’ esercito che faceva allontanare gli ospiti dal residence. "Il primo ostacolo che abbiamo dovuto superare in questa vicenda che ha dell’ incredibile – dice il presidente del Codacons di Basilicata, l’ avvocato Giuseppe Pugliese, difensore della famiglia di Lauria – è stato quello di reperire la documentazione che dimostrasse che il tour operator era già a conoscenza che lo sfratto del residence sarebbe stato esecutivo. Non è stato facile anche perchè nel frattempo si è verificato un colpo di Stato, ma siamo riusciti tramite un contatto diretto, non più con l’ ambasciata, a recuperare l’ ordinanza di sgombero emessa dal tribunale del Madagascar il 21 novembre del 2006 e la successiva ordinanza della Corte d’ Appello del Madagascar che rendeva immediatamente esecutivo lo sgombero del residence". Dunque i coniugi Carlomagno- Rizzo e le altre famiglie che soggiornavano in quel residence sono stati usati come scudi umani?. "Praticamente sì – dice l’ avvocato Pugliese -. I proprietari del residence già da settembre del 2006 erano al corrente della procedura che si è conclusa nel novembre del 2006. Già mesi prima, quindi, sapevano che lo sfratto era esecutivo. Per questa ragione abbiamo potuto iniziare un’ azione legale in Italia benché i fatti si siano verificati in Madagascar". Ecco come racconta l’ "avventura" Carlomagno: "Dopo la prima settimana splendida dall’ ottavo giorno la vacanza si è trasformata in un inferno: nella hall dell’ albergo abbiamo trovato l’ esercito che era lì per assicurarsi che l’ ordinanza di sgombero venisse rispettata. Inevitabili, lo spavento e la decisione di tornare a casa".
 

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