1 Novembre 2007

“Va rivista la composizione delle voci che compongono il paniere…“

Monfalcone “Va rivista la composizione delle voci che compongono il paniere. Non possono mettere nel…

Monfalcone “Va rivista la composizione delle voci che compongono il paniere. Non possono mettere nel calderone i prodotti hi-tech che contribuiscono ad abbassare notevolmente il tasso di inflazione. Prendiamo i cellulari o i televisori. Una volta, costavano il triplo: oggi, il loro prezzo scende di mese in mese. Ma non i telefonini non si mangiano“. Ripete questo concetto il responsabile dell`Adoc, Ugo Previti. Ogniqualvolta si ritrova davanti le percentuali d`aumento dell`Istat allarga le braccia. Ed esprime le sue perplessità. “Inflazione all`1,8%? La percentuale realistica, secondo il mio parere, va dal 3 al 3,5%. I prezzi sono talmente aumentati negli ultimi tempi che la gente sta moderando le quantità e ha iniziato a tagliare le spese per l`abbigliamento e per i beni più voluttuari“. Aggiunge Previti: “Il paniere dell`Istat è lontano mille miglia dalla realtà. Perché non vengono inserite fra le voci le bollette della raccolta-rifiuti? Già queste farebbero alzare la percentuale di inflazione che, di sicuro, non è dell`1,8%. Confermo – aggiunge – che il dato è ben diverso per le famiglie povere, più alto di 2,5 punti percentuali rispetto alla media. Anche le famiglie dal reddito medio-basso e medio ormai non rientrano più nella fotografia che l`Istat fa della nostra città“. Il recente sciopero della spesa e della pasta, con adesioni importanti rimbalzate sui mezzi di informazione di tutto il mondo, almeno “è servito a far riconoscere quegli aumenti e quei rincari che prima non solo venivano negati, ma che addirittura erano addebitati all`allarmismo dei consumatori che avevano l`unica colpa di registrarli e di segnalarli facendoli uscire da quel regime di omertà, terreno fertile per la speculazione, non solo da filiera. Ora il Governo – affermano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – deve riportare i prezzi alla normalità, lavorando per ottenere una riduzione di almeno il 5% e disincentivare qualsiasi ulteriore rialzo. Ai consumatori poco importa di chi siano le responsabilità degli aumenti, quello che per loro davvero conta è che ci sia una seria politica dei redditi a salvaguardia delle famiglie“.

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