24 Gennaio 2020

Va in ospedale con forti dolori ma viene dimesso: muore d’infarto a casa

 

Alessandro Ferro La vicenda accaduta poche ore fa a Giarre, comune in provincia di Catania, ha l’alone di un caso di malasanità. E’, infatti, alquanto sospetta la morte di Luigi Magaraci, un 44enne di Macchia, piccola frazione del comune catanese, che dopo essersi recato ieri mattina intorno alle 11 con la moglie ed il padre all’ospedale Sant’Isidoro per aver accusato dolori lancinanti all’addome, è stato rispedito a casa dopo la somministrazione di un antidolorifico.

La vittima morirà poche ore dopo a causa di un infarto.

Come riporta LaSicilia.it, è adesso sotto accusa il medico della struttura che avrebbe sottovalutato quello che, alla fine, si è rivelato essere un infarto e che, purtroppo, nel giro di poche ore non ha dato scampo al 44enne giarrese.
Infarto scambiato per mal di stomaco

Secondo il racconto della moglie della vittima, Manuela Tomarchio, che immediatamente dopo il decesso del marito ha chiamato i carabinieri sporgendo formale denuncia, il medico del Presidio Territoriale d’Emergenza che era di turno avrebbe gestito il caso inquadrandolo come un banale malore gastrointestinale originato da un virus e così, dopo avere somministrato un antidolorifico, avrebbe invitato i familiari del paziente a rivolgersi al medico curante, senza neppure effettuare un elettrocardiogramma.

L’uomo, rientrato quindi a casa, nel giro di un’ora si è aggravato accusando dolori ancora più acuti all’addome ed al petto perdendo i sensi. A quel punto è intervenuta l’ambulanza non medicalizzata con i sanitari che, secondo la denuncia della moglie, non hanno fatto nulla per rianimare l’uomo. Quando, poco dopo, è stata inviata una seconda ambulanza con il medico a bordo, per Luigi Magaraci non c’era più nulla da fare.
Indagini in corso

La salma del 44enne è stata portata all’obitorio del Policlinico di Catania a disposizione del medico legale della Procura che potrebbe decidere di effettuare un’ispezione cadaverica per accertare i motivi del decesso. Nel frattempo, l’azienda sanitaria che con una nota ha espresso il proprio cordoglio ai familiari della vittima, dopo aver appreso i fatti, nel pomeriggio di ieri ha inviato tre ispettori all’ospedale Sant’Isidoro di Giarre con il compito di verificare quanto accaduto.

La cosa grave è che, nel 2015, il pronto soccorso del Sant’Isidoro è stato eliminato per quella che doveva essere una rifunzionalizzazione della struttura sanitaria e che, di fatto, non è stato mai ripristinato. Oltre a questa grave mancanza, nell’immediatezza del primo soccorso, non esiste nemmeno un’ambulanza con un medico a bordo come è accaduto nel caso della sfortunata vittima.

Gli abitanti della città ai piedi dell’Etna invocano chiarezza ma, soprattutto, un ospedale che sia dotato di tutte le sue componenti.

Questo caso segue, di poche ore, quanto accaduto a Modica, in provincia di Ragusa, dove un anziano, dopo 11 ore di attesa in ospedale, è stado dimesso e riconvocato per il giorno successivo. Morirà a casa dopo poche ore. Su questa vicenda è intervenuto il Codacons.

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