19 giugno 2018

Va bene il futuro ma oggi c’ è ancora un’ Italia delle accise e la benzina più cara d’ Europa

Nel pensare e ripensare il futuro siamo tutti campioni. Ovunque ti giri ci sono scenari della mobiolità che verrà da far invidia agli scrittori di fantascienza. Auto che viaggiano da sole, modelli che volano e aria pulita. Va bene è il futuro ma mettiamoci anche un po’ di presente. Così, mentre pensiamo alla guida autonoma oppure alla mobilità a zero emissioni abbassiamo gli occhi sull’ auto che abbiamo sotto casa. Anzi, facciamo qualche conto. Per esempio quello dei carburanti. Secondo gli ultimi dati del Bollettino settimanale dell’ energia della commissione europea, l’ Italia è il Paese dove il diesel costa di più (con una media di 1,528 euro al litro) mentre la benzina sale dal quarto al terzo posto (1,648 euro). Partiamo, però, da un altro dato che forse in molti conoscono ma che comunque fa sempre un certo effetto: su un pieno di benzina da 80 euro, ben 51,2 euro se ne vanno in tasse. E’ una delle tante denunce del Codacons: «Ad oggi la tassazione sulla benzina rappresenta il 64% del prezzo pagato dai consumatori, percentuale che scende al 60% per il gasolio. Gli automobilisti subiscono una doppia tassazione, perché pagano sia le accise, ossia le tasse di scopo inserite per finanziare emergenze e mai più eliminate, sia l’ Iva al 22%. Situazione che non trova eguali in Europa». Ci si potrebbe fermare qui, visto che gli automobilisti pagano, ogni volta che fanno rifornimento, ancora una tassa per la Guerra d’ Etiopia del 1935 o il disastro del Vajont del 1963. Anzi, fermiamoci proprio qui perché il problema sta per risolverlo Matteo Salvini in persona. Almeno così ha promesso più volte durante la campagna elettorale e poi il 14 maggio al Quirinale: «Il mio impegno sarà di ridurre le accise sulla benzina». Ci si potrà contare?
valerio berruti

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