Va ancora in onda lo scandalo digitale
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fonte:
- Il Resto del Carlino
BOLOGNA SI ATTENDE un segnale. Anzi, "il" segnale. «Ci aspettiamo finalmente di conoscere quali misure la Rai abbia predisposto per vedere Rai tre e i Tg regionali in Emilia Romagna», spiega Gianluca Mazzini, direttore di Lepida e coordinatore della task force per il digitale terrestre che proprio oggi, insieme all’ assessore regionale alla mobilità e alle infrastrutture, Alfredo Peri, incontrerà una delegazione di tecnici e funzionari di Raiway. E’ una risposta che migliaia di cittadini emiliano romagnoli attendono pazientemente da 4 mesi, dai primi di dicembre 2010, quando, dopo un profluvio di tele-annunci, scattava lo switch off, cioè lo spegnimento definitivo del vecchio sistema televisivo analogico e l’ avvento del digitale terrestre. Il passaggio, aveva garantito la Rai, avrebbe richiesto giusto qualche giorno di assestamento. Invece le cose non sono andate propriamente così. Anche se la grande maggioranza degli utenti è passata felicemente nella nuova era, per gli abitanti di Parma e Piacenza, di alcune aree della pianura bolognese e ferrarese e di zone collinari del riminese, il segnale continua ad essere un miraggio. C’ è chi vede i tg di Lombardia e Piemonte, chi quelli del Veneto, chi non vede proprio un bel niente. In tutto sono 27 i comuni nei quali non c’ è il segnale di Rai3 Emilia Romagna, secondo Raiway. Il disservizio riguarda anche le emittenti private, La 7 e i canali del gruppo Mediaset: immagini che si frantumano come caleidoscopi e poi quell’ avviso che appare sullo schermo come un de profundis "segnale assente". Le zone più critiche: Ferrara, la valle dell’ E-45 nell’ area di santa Sofia e Mercato Saraceno (Mediaset si sarebbe impegnata a programmare a breve gli interventi tecnici per garantire il servizio). «IL GROSSO dei reclami ci è arrivato subito dopo la conversione – dice Bruno Barbieri responsabile del Codacons Emilia Romagna – ma i disagi continuano ancora oggi». E chi sta in prima linea sulle frequenze non lascia molte speranze. «Siamo in una situazione di ‘ lavori in corso’ – spiega Alberto Zanellati, imprenditore e presidente nazionale di Cna installatori impianti – Ci sono infatti problemi strutturali sui trasmettitori di segnali che richiederanno un progressivo e continuo adeguamento degli impianti di antenna per poter consentire una corretta ricezione». In particolare, per quanto riguarda la Rai regionale, il problema riguarderebbe la direzione delle antenne e la qualità di molti decoder che privilegiano certe frequenze che magari arrivano da Veneto e Lombardia a scapito di quelle dell’ Emilia Romagna (da qui la trasmissione di Tg "stranieri"). L’ incontro di oggi, dovrebbe preludere a un ritorno di normalità almeno sul «fronte» Rai, alla quale conitnuiamo a pagare il canone.
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