23 Gennaio 2007

Va abbassato il prezzo Petrolio sceso del 30%

Va abbassato il prezzo Petrolio sceso del 30%
I CONSUMATORI Conte e Bedin vanno all`attacco

PADOVA. “E` interruzione di servizio pubblico, li denunceremo: la serrata annunciata dalla Faib non si può fare“. Firmato Franco Conte, presidente regionale Veneto del Codacons. E` immediata la reazione delle associazioni dei consumatori alla minaccia delle 48 ore di sciopero indetto dai benzinai contro le liberalizzazioni, che il governo intende varare. Il numero uno del Codacons, inoltre, lancia un avvertimento al governo: “Auspichiamo che in questo caso non si ripeta la brutta figura già fatta con i taxi. Un rapido dietrofront dopo il decreto. Comunque chiederemo la revoca dell`autorizzazione alla vendita dei carburanti nei confronti di quei gestori che chiuderanno i battenti e denunceremo gli stessi alla magistratura per interruzione di pubblico servizio“. Secondo Conte, “la protesta è sbagliata sotto tutti i punti di vista, in quanto la vendita dei carburanti presso la grande distribuzione è un diritto per i cittadini e un incentivo alla concorrenza, consentendo risparmi sostanziosi a tutti“. Anche la Federconsumatori scende in campo: “Dobbiamo riuscire a modificare il mercato attuale slegando il monopolio delle compagnie petrolifere e aprendo alla grande distribuzione“, dichiara la responsabile provinciale Mara Bedin, “ma è soprattutto lo Stato a dover fare il primo passo, rivedendo al ribasso il parametro sul 60 per cento delle accise che incide ignobilmente sul prezzo della benzina alla pompa. Il prezzo del greggio è sceso da 76 a 53 dollari al barile, con un crollo del 30 per cento mentre il pezzo della benzina al consumo ha subito una leggera flessione. Qualcuno dovrà dare risposte a questo interrogativo: qui si colpisce il reddito delle famiglie in maniera iniqua“. Non ci sta neppure l`Adusbef di Padova. Ci va giù duro, infatti, il segretario provinciale Fulvio Cavallari: “La speculazione dei petrolieri sui prezzi della benzina continua ad essere odiosa e non più tollerabile, e la decisione dei gestori della distribuzione di carburante di proclamare lo sciopero degli impianti è un fatto grave. E` ora di finirla: nel nostro paese non appena si tenta di razionalizzare un settore che comporta ricche prebende a chi detiene la proprietà, scattano immediatamente reazioni scomposte e incontrollate“. Ma cosa chiede il mondo delle associazioni dei consumatori? “Noi ribadiamo“, spiega Mara Bedin, “l`obiettivo che si vada verso l`accelerazione dell`apertura della vendita dei carburanti nei grandi centri commerciali così come avviene in Francia e Germania. Si possono risparmiare anche attraverso questa operazione dagli 8 ai 10 centesimi di euro a litro ed in base a ciò altri 100 euro all`anno. E il nostro Paese può trarne importanti benefici diretti e indiretti in termini di risparmio. Inoltre va abbassato sensibilmente il prezzo della benzina al consumo“.

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