26 Settembre 2002

«Va abbassata l`Iva sul riscaldamento»

«Va abbassata l`Iva sul riscaldamento»

Proposta di legge delle associazioni dei consumatori sul gas metano

MASSA. Le associazioni dei consumatori – Adoc, Codacons, Adusbef e Federconsumatori – hanno presentato una proposta di legge di iniziativa popolare per unificare al 10% l`aliquota Iva sui consumi domestici di gas metano (compresi quelli per il riscaldamento ora al 20%) e per istituire un nuovo metodo di calcolo della base imponibile dell`Iva che escluda dal computo le imposte di produzione e consumo. Tra gli 11 promotori della proposta di legge c`è un massese: Arnaldo Sparavelli dell`Associazione per la difesa e l`orientamento dei consumatori Adoc.
Secondo le associazioni dei consumatori è ingiusta la doppia aliquota Iva (10% per la cottura dei cibi, 20% per il riscaldamento) del gas metano, perché si tratta «di un`inspiegabile discriminazione tra gli utenti non basata su alcuna motivazione plausibile». «Infatti – scrivono le quattro associazioni – qualora la motivazione fosse stata quella di non gravare sui consumi considerati essenziali non si capisce perché fra questi non rientrasse il riscaldamento, né si comprende perché tale agevolazione non fosse concessa a chi utilizzava e utilizza il gas anche per riscaldamento. Qualora la motivazione fosse stata quella di individuare attraverso la tipologia dei consumi determinati settori sociali più bisognosi di aiuto cui applicare un`aliquota agevolata non si capise perché l`dozione di un riscaldamento individuale a gas dovesse (e debba) essere considerato il parametro essenziale per individuare una migliore condizione economico-sociale e, quindi, una maggiore capacità contributiva. Anche dal punto di vista delle politiche energetiche non trova spiegazione la penalizzazione dell`uso del gas per il riscaldamento atteso che fra i combustibili disponibili sul mercato è quello meno inquinante».
Le associazioni dei consumatori puntano il dito contro la «tassa sulla tassa». «La base imponibile per il calcolo dell`Iva è costituita anche dalle “imposte“, dazi, tasse e prelievi, ad eccezione della stessa imposta sul valore aggiunto. Grazie a questa formula il consumatore ha sempre pagato l`Iva anche su imposte e tasse che gravavano sui consumi di gas. Una misura vessatoria, un modo fantasioso per aumentare il prelievo fiscale».

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