Utility in festa per i rincari tariffari
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fonte:
- Milanofinanza.it
Il nuovo anno ha portato rincari nelle tariffe di luce, gas e autostrade. L’ energia elettrica costerà il 4,9% in più, il gas il 2,7% e i pedaggi avranno mediamente un rincaro attorno al 3,1 per cento. Il tutto in un contesto di inflazione in aumento (il 3,6% a gennaio) e di blocco degli scatti negli stipendi dei dipendenti pubblici e di adeguamenti al carovita di gran parte delle pensioni. Una situazione che ha fatto gridare allo scandalo le associazioni dei consumatori che parlano di una stangata da oltre mille euro per famiglia (1.059 secondo Codacons) e che chiedono al governo guidato da Mario Monti di fermare gli aumenti delle tariffe pubbliche. A Piazza Affari, però, non tutti i mai vengono per nuocere. Evidentemente gli aumenti per le multiutility rappresentano una boccata d’ ossigeno dopo la pesante batosta della Robin tax sia pure in un contesto quanto mai teso di riassetti azionari (vedi il caso Edison con impatto su Iren e A2A) e nuovi investimenti da mettere a segno per stare al passo con i tempi. E se qualcuno avanza lo spettro delle liberalizzazioni come potenziale spina nel fianco del settore energia e gas, recenti studi, come quello pubblicato dalla Cgia di Mestre dimostrano, numeri alla mano, che i vataggi in termini di abbattimento di tariffe per i consumatori sono stati davvero pochi. «Le liberalizzazioni hanno portato pochi vantaggi nelle tasche dei consumatori italiani. Anzi, nella stragrande maggioranza dei casi si è registrata una vera e propria impennata dei prezzi o delle tariffe» spiega il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi. Dal lato delle aziende, insomma, niente da temere. Se a questo si aggiunge che l’ energia rischia di avere un costo sempre più elevato essendo dipendente alle variabili politiche dell’ area Medio Orientale, allora il quadro è completo. Ma quali sono i titoli più interessanti? Le quotazioni a Piazza Affari, manco a dirlo, sono generalmente depresse. Anche perchè nel 2001 si è registrato una flessione nei consumi del gas vicina al 6 per cento con un forte picco negativo a dicembre (-16,8%). Tuttavia non c’ è da attendersi grandi rimbalzi perché i prezzi incorporano oltre alle attese sugli utili, anche le spese future in conto capitale. Detto questo, per Banca Imi, Terna è un buon cavallo che potrebbe raggiungere il prezzo obiettivo di 3,52 euro per azione. Secondo gli esperti del gruppo IntesaSanpaolo la società garantisce un importante flusso di cassa e un notevole dividendo. Anche in caso di scenario recessivo Banca Imi non si aspetta ricadute negative sul business della società guidata da Flavio Cattaneo che è anche pronta a cedere asset non strategici. Di opinione analoga è anche Deutsche bank che, sulla base deli aumenti decisi dall’ Authority per il periodo 2012-2015, ha alzato di 10 cents il target price di Terna (da 3 a 3,10 euro) attendendosi un earning per share in ascesa del 6 per cento. Anche Jp Morgan suggerisce di sovrappesare (overweight) Terna in portafoglio: gli esperti della banca statunitense si attendono infatti che il titolo faccia meglio del mercato (fra il 3 e il 5 per cento). E si capisce anche il perché: la banca americana ritiene che le nuove tariffe possano comportare nel 2012 ricavi per trasmissione e distribuzione per 60 milioni di euro. Ma se l’ impatto stimato da Deutsche bank sull’ utile futuro delle utility sarà compreso fra l’ 1 e il 3%, non tutto sul mercato appare come un buon affare. Per Chevreux meglio lasciar perdere società come A2A per la quale la banca francese ha emesso la raccomandazione underperform con un target price da 0,78 euro. Complice forse anche il forte indebitamento del gruppo, pedina importante nel complesso riassetto di Edison. Un giudizio che vede d’ accordo anche Deutsche bank che ha emesso il giudizio sell (vendere) sul titolo dell’ utility presieduta da Giuliano Zuccoli con un target price a 70 centesimi. Per la banca tedesca, infine, positivo è il giudizio su Acea con un prezzo obiettivo a 7 euro e raccomandazione hold e su Iren, altra pedina dell’ affare Edison, con raccomandazione buy e prezzo obiettivo a 1,30 euro.
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