14 Luglio 2018

Usura: funzionario di banca indagato

i prestiti stipulati nel 2003 e nel 2006 ammontavano a cinquantamila euro
Orazio Provini Due mutui stipulati a distanza di un paio di anni, nel 2003 e nel 2006, da un commerciante della provincia con un istituto di credito nazionale che sarebbero finiti nelle mire della magistratura a causa di quelli che sarebbero stati tassi d’ interesse applicati ben oltre la soglia legale pubblicata trimestralmente dalla banca d’ Italia. Cinquantamila euro in totale, che, nel tempo, sarebbero lievitati talmente tanto, fra interessi, commissioni, spese per ritardi e mancati pagamenti delle rate e delle ulteriori somme richieste, da non potere più essere onorate dal commerciante, costretto dalla crisi e dalle pressioni economiche a chiudere – nel frattempo – l’ attività. L’ istituto bancario avrebbe, intanto, avviato le pratiche legali per il recupero del debito del cliente, rivalendosi, nonostante a detta dello stesso, tra il versato e il ricevuto, a conti fatti a essere in credito sarebbe stato lui e non la banca. Nel 2014, quindi, la decisione di sporgere denuncia in Procura. Assistito dall’ associazione Codacons, che ha affidato la pratica all’ avvocato Carmelo Sardella, il fascicolo è andato avanti fino a quando il pm ha avanzato una richiesta di archiviazione. Richiesta però alla quale si è opposta l’ associazione che, per tramite del legale, ha ottenuto di potere andare ancora avanti. È stato il presidente dei Gip Nunzio Sarpietro a rimandare in Procura il fascicolo, chiedendo di approfondire l’ indagine e nominare un perito di fiducia per verificare se fossero stati realmente applicati tassi di usura e quanto, nell’ insieme, fuori dalle regole. Il perito avrebbe confermato le irregolarità rimarcando l’ applicazione di tassi ben oltre il consentito dalle legge, fino a essere identificati come usurari. Chiesta quindi l’ iscrizione nel registro degli indagati del funzionario, oggi nel frattempo direttore a Catania, che avrebbe istruito i due mutui, seguito le pratiche e applicato per conto dell’ istituto i tassi considerati illegali. Inoltre di formulare il capo d’ imputazione e proseguire le indagini per verificare ulteriori ed eventuali responsabili e/o responsabilità. Nel Maggio scorso il Gip ha concesso, come da richiesta dello stesso pm, Monia Di Marco, sei mesi di tempo per chiudere le indagini e formulare entro l’ anno le decisioni relative: archiviare o chiedere il rinvio a giudizio.
orazio provini

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