27 Marzo 2001

Usura, banche nel mirino

Dopo la denuncia di Codacons e Adusbef la Procura indaga sui tassi


Usura, banche nel mirino


Illegittima la capitalizzazione trimestrale degli interessi

RIETI – Il Sostituto procuratore della Repubblica Fabio Picuti ha aperto una inchiesta a seguito della denuncia per usura che è stata presentata dal Codacons e dall`Adusbef, due associazioni che difendono gli interessi dei consumatori, contro gli istituti bancari di Rieti e provincia. I due sodalizi avevano presentato denuncia a tutte le Procure della Repubblica d`Italia. Finora, però, solo quella di Avellino e ora quella di Rieti, sembrano voler andare fino in fondo nella vicenda che vede sotto accusa i tassi di interesse sui mutui praticati e riscossi dalle banche dopo il 1986, quando entrò in vigore la legge 108. «Questa legge – spiega a “Il Tempo“ l`avvocato Adalberto Andreani che con per la Federconsorzi difende a Rieti gli interessi dei mutuatari – fu la logica conseguenza delle decisioni della Corte Costituzionale che ritenne illegittima la capitalizzazione trimestrale degli interessi, cioè i calcoli degli interessi addebitati trimestralmente dalle banche. Ma le banche, secondo noi, non devono restituire solo gli interessi sugli interessi, ma anche quelli percepiti indebitamente oltre il cosiddetto tasso soglia oltre il quale si concretizza la fattispecie del reato di usura».

Le banche, infatti, dopo l`entrata in vigore della Legge 108/96 non hanno ridotto al di sotto di quella soglia, fissata dal ministero del Tesoro, i tassi dei mutui stipulati prima del 1996 e così Codacons e Adusbef presentarono un esposto in tutta Italia affinche si valutasse e si perseguissero gli istituti di credito per usura. Ma le dua associazioni non si fermarono qui ma chiesero di indagare anche sul tentativo dell`Abi e del governo di eludere i principi giurisprudenziali fissati dalla Corte Costituzionale.

Com`è noto l`Abi si era messa in contatto con il governo per trovare una soluzione che evitasse alle banche un esborso notevole e inaspettato di denaro. Si giunse così dapprima a un contestatissimo decreto legge, e poi a una altrettanto contestata legge di conversione che ha solo parzialmente tenuto conto delle aspettative dei mutuatari, «ma non ha fatto giustizia – dice il Codacons – degli interessi usurari incassati dalle banche in contrasto con una altra legge dello Stato».
Insomma, la conversione in legge del decreto conosciuto come «decreto salva banche bis» è ora sub judice.
Non solo si attendono nuove pronunce della Corte Costituzionale, ma anche le decisioni delle Procure della Repubblica. E il Pm Picuti ha già fatto ascoltare dai carabinieri il presidente del Codacons come persona informata sui fatti.

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