24 Luglio 2015

Uso di software al Sert, la palla passa al giudice

Uso di software al Sert, la palla passa al giudice

Il braccio di ferro tra Ulss 20 e i tre medici del Sert, poi licenziati (ora rappresentati da Codacons), dura da parecchi mesi. Oggetto del contendere era il «riuso» del software clinico utilizzato da un centinaio di Sert italiani che, per i medici, era stato concesso senza la loro autorizzazione (rivendicavano la titolarità della proprietà intellettuale) e la questione era approdata al Tar. La discussione davanti alla prima sezione si era tenuta in aprile, ieri il deposito della sentenza con la quale il tribunale amministrativo dichiara la propria incompetenza. E rimanda tutto davanti al giudice ordinario. Cioè al tribunale civile. Il Tar infatti sottolinea che: «La vicenda attiene alla contestata titolarità della proprietà intellettuale e utilizzo del software in uso presso diverse Aziende sanitarie», considera che quando il rapporto di lavoro intercorre con la P.A che ha tra gli scopi la ricerca «il ricercatore è titolare esclusivo dei diritti derivanti dall’ invenzione di cui è autore ma aggiunge che la tutela, trasferita al Codacons, «inerisce a diritti soggettivi che non rientrano nella giurisdizione di questo giudice».Una vicenda nella quale si sono intrecciati i licenziamenti di tre medici del Sert, Giovanni Serpelloni, ex direttore del Servizio per le tossicodipendenze, Maurizio Gomma e Oliviero Bosco, un esposto della Ciditech, la ditta che da anni era fornitrice dei servizi informatici in favore del Dipartimento delle Dipendenze e l’ apertura di due fascicoli da parte della Procura. E pare non sia finita.oF.M.
 

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