14 Maggio 2019

«Uso di cellulari alla guida, colpire le patenti»

Discussione avviata. E subito le polemiche. La modifica del Codice della strada, in discussione alla commissione Trasporti della Camera (una decina di giorni per l’ esame delle integrazioni al testo, approdo in Aula previsto in giugno), parte in salita con le prime «eccezioni» sull’ inasprimento delle sanzioni per l’ uso scorretto del cellulare alla guida. Luigi Altamura, comandante della Polizia municipale taglia corto: «Si deve fare presto. Si avvicina l’ estate, il periodo più critico per numero di incidenti. E perdersi in discussioni non aiuta la sicurezza». Duecento le violazioni accertate finora dagli agenti locali, anche in borghese, per il 2019. Cui si aggiungono i 294 controlli della Stradale. Girolamo Lacquaniti, portavoce dell’ Associazione nazionale funzionari di Polizia, è sulla medesima lunghezza d’ onda di Altamura: «Sospensione immediata della patente, con decurtazione dei punti. A noi servono strumenti di intervento chiari ed efficaci». «Il fenomeno va represso: i secondi in cui lo sguardo è altrove causano vittime e feriti gravissimi», chiosa il comandante della Municipale.Il percorso delle modifiche al Codice della strada verso l’ esame parlamentare non appare senza ostacoli. Il relatore per la Lega, Giuseppe Donina, fissa già un paletto: «Diverso è controllare lo smartphone per verificare la direzione o per consultare i social network». Codacons e Unione nazionale consumatori replicano: «Comportamento comunque pericoloso. È assurdo porre “distinguo” su questa materia». «La distrazione è il “bubbone” da estirpare, poco importa se sia per un motivo o l’ altro. Comunque si toglie lo sguardo dalla strada e le conseguenze si vedono negli incidenti», conferma Lacquaniti. «Servirebbero campagne di sensibilizzazione su questo tema, un intervento anche sociale». Ma nell’ attesa «a tempo scaduto», dice Altamura, «non resta che la repressione. E quanto prima possibile».«Nell’ estate 2017, quando si cominciò a parlare di questo problema, si comprendeva già la ritrosia della politica nell’ assumere un provvedimento impopolare», ammette il portavoce dei funzionari di Polizia, il quale racconta come in autostrada si viaggi serenamente «messaggiando» e consultando i «social». «Anche se le auto moderne sono ormai dotate di sistemi “bluetooth”», osserva. Sempre più tecnologia «in dotazione standard» ma, chiosa Altamura, «avere un televisore nell’ abitacolo distrae, mentre le telecamere di bordo, i sensori di frenata e altri dispositivi sono preziosi per la sicurezza».I dati confermano un paradosso: le vittime della strada, negli anni Settanta, erano 11mila l’ anno; ora sono 3.500. Ma a dispetto delle tecnologie il numero non cala e la distrazione è riconosciuta come causa del 90 per cento degli incidenti gravi: scontri spesso senza tracce di frenata, uscite di strada «inspiegabili». «Serve un cambiamento di cultura, come fu in passato per le leggi contro il fumo nei locali: pareva impossibile ma i tabagisti si sono adattati. Non importa perché ci si distragga, se per consultare Instagram o il navigatore: il risultato è che si mettono a rischio la vita propria e altrui», dice Lacquaniti. «E non si dica che la modifica al Codice sia per “fare cassa”», aggiunge. «Serve una norma “democratica”, che colpisca le patenti. Le sanzioni? Restino pure immutate». «Troppo tempo perso, ora si deve fare», chiude Altamura. Le vittime sulla strada non calano. Ci sarà un perché? © RIPRODUZIONE RISERVATA.
paolo mozzo

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