31 Agosto 2018

USCITO IL BANDO PER IL SERVIZIO CIVILE: SELEZIONI APERTE

    APPELLO AL MINISTRO TRIA, A SALVINI E DI MAIO SULLA QUESTIONE DEL CONTRIBUTO UNIFICATO: AIUTATECI A SALVARE L’ASSOCIAZIONE

    IL CODACONS AI GIOVANI GIURISTI: IMPARATE CON NOI QUANTO È DIFFICILE DIFENDERE I DIRITTI DEI CITTADINI. UN RIMBORSO DALLO STATO AI VOLONTARI

    È stata pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Bando Nazionale di Servizio Civile 2018. Tra i tanti progetti finanziati dall’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile anche “Guidare in sicurezza”, il progetto presentato dal Codacons che offrirà la possibilità a tanti giovani di tutta Italia di approfondire i temi della sicurezza stradale, offrendo al contempo alla cittadinanza un’opportunità per informarsi sulle possibili conseguenze di condotte pericolose alla guida al fine di prevenire e limitare il numero di incidenti nel territorio.

    Il Servizio Civile Nazionale al Codacons garantisce ai giovani – in particolare studenti/laureandi/laureati in giurisprudenza – la possibilità di vivere una concreta esperienza formativa e garantisce un rimborso da parte dello Stato pari a 433,80 euro mensili.

    Tutti i giovani tra i 18 e i 28 anni interessati a dedicarsi, per un anno, alla realizzazione di un progetto di sensibilizzazione sociale possono trovare sul sito www.codacons.it tutti i materiali e i documenti utili per inviare la propria candidatura. La scadenza per l’arrivo della documentazione negli uffici dell’Associazione è fissata per il 28/09/2018 alle ore 18:00.

    Il Codacons scommette particolarmente sull’importanza dei volontari, pur in un momento travagliato della sua storia, e in questo senso rivolge un nuovo appello al ministro Tria, a Salvini e Di Maio sulla questione del contributo unificato: l’Associazione ha subito un pignoramento da 300 mila euro da parte dell’Agenzia delle entrate, con conseguente blocco delle risorse, e ora rischia di chiudere.

    Al centro della questione il contributo unificato che il Codacons, in qualità di Onlus, non è tenuta a pagare sugli atti legali portati avanti a difesa della società e della collettività, ma che il fisco italiano continua a richiedere in modo ossessivo fino ad arrivare al recente pignoramento, deciso sulla base di interpretazioni della norma totalmente errate.

    Un intervento del Parlamento sul tema è ora assolutamente necessario, per non disperdere il patrimonio di competenze – sempre a tutela degli interessi collettivi – maturato dall’Associazione in tanti anni di attività.

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