Urtò un sottomarino? Per l`armatore «è una tesi ridicola»
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fonte:
- L`Unione Sarda
«Cosa? La Moby Magic si sarebbe scontrata con un sommergibile? Ma siamo seri, trovo l`ipotesi molto più che ridicola da non spendere altre parole per commentarla». Vincenzo Onorato, armatore della Moby Line, come suo solito non ama le mezze misure. E aggiunge: «Sugli scogli, nella secca dei Monaci, c`erano le strisciate di vernice lasciate dal traghetto al momento dell`impatto. È un fatto assodato e poi non voglio interferire con il lavoro della magistratura. Ripeto, questa storia del sommergibile fa solo sorridere». Stop. Qualunque sia la conclusione del processo in corso a Tempio, insomma, una certezza ci sarebbe già. Meglio, c`era da subito e trova oggi una conferma che spazza ogni tesi pretestuosa: la Moby Magic, quella sera dell`11 settembre 2003, non ha cozzato contro alcun sottomarino ma è finita sugli scogli dove ha lasciato tracce evidenti e inconfutabili. Si è trattato di un errore umano, il traghetto, a causa delle pessime condizioni climatiche e con il mare forza otto, viaggiava troppo sotto costa. E il terzo ufficiale, Gennaro Di Meglio, non aveva ottemperato alle disposizioni del comandante Gianfranco Cutugno che gli aveva tracciato la rotta in maniera abbastanza chiara. A bordo, centosessanta persone tra passeggeri e membri dell`equipaggio e trentaquattro auto. La nave era a poco meno di dieci miglia dal porto di Olbia, e molti passeggeri avevano cominciato ad affollare il ponte quando hanno avvertito il rumore sordo dell`impatto e una fortissima vibrazione percorrere la Magic. Quindi, l`allarme dei motoristi che qualche minuto dopo avevano notato l`acqua invadere la sala macchine. C`era stato un black-out, quasi immediatamente, e il comandante Cutugno, aveva fermato i motori e avviato la procedura d`emergenza. Tutte le persone a bordo erano poi state tratte in salvo senza particolari problemi. Piuttosto, i problemi sono arrivati successivamente con l`apertura di due inchieste parallele, quella della Procura di Tempio e quella della Capitaneria di Olbia. Sul momento si era pensato a un grosso corpo semi sommerso o, addirittura, a un attentato. Solo le immagini filmate dai sommozzatori il giorno dopo l`incidente avrebbero fornito precise indicazioni sulla dinamica. A quel punto, le responsabilità sembravano definite. Cutugno aveva lasciato la guida della Magic a Di Meglio, appena ventiseienne (e, secondo il magistrato, troppo inesperto per affrontare una simile burrasca. Soprattutto perché per due ore il sistema satellitare di navigazione era in tilt e bisognava procedere a vista. Ora, con le parti civili (Codacons compreso) che hanno chiesto la citazione dell`armatore Onorato per responsabilità oggettiva, si riparlerà della storia il prossima 14 aprile. Salvo nuove boutade.
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