18 Febbraio 2006

URBANISTICA, PIANO DA RIFARE



Il meccanismo di convocazione adottato dall`amministrazione comunale di Benevento ha di fatto reso impossibile il coinvolgimento delle associazioni e, più in generale, della società civile sulle scelte riguardanti il Piano Urbanistico Comunale. Lo sostiene la Lipu, sulla scorta di quanto è accaduto nel corso dell`audizione convocata martedì 14 febbraio. La “quasi totale assenza di interventi“ verificatasi il 14 febbraio si spiega, secondo l`associazione, col fatto che “i soggetti interessati sono stati gravati dall`apposizione di un brevissimo termine perentorio“, e con la mancata messa a disposizione “dei dati tecnici indispensabili anche solo a voler ragionare sulla futura pianificazione“; ma “senza le opportune iniziative, che sono ancora possibili, ci ritroveremo la città stravolta da interventi che l`opinione pubblica potrebbe non condividere non essendoci stato un dibattito preventivo“. Ecco perché la Lipu “chiama a raccolta le forze e le intelligenze che certamente sono vive e presenti nella società beneventana per impedire l`imposizione di un Piano Urbanistico già confezionato e per avviare un vero dibattito sulle scelte urbanistiche“. E insieme alle altre associazioni presenti all`audizione – e cioè Codacons e Slai Cobas – chiede espressamente all`amministrazione “di azzerare le procedure e le pianificazioni già predisposte per garantire effettivamente la partecipazione della città“. È il caso di ricordare che all`audizione del 14 febbraio Lipu, Codacons e Slai Cobas erano intervenute con un documento contenente una serie di rilievi, anche in merito alla mancata convocazione di tutte le associazioni operanti nell`ambito provinciale e comunale. Criticato duramente anche il fatto che il Comune, stando all`invito recapitato, avesse già elaborato e predisposto la proposta del Piano Urbanistico Comunale. “Ciò è contrario a quanto stabilito dall`articolo 24 della L.R. 16/04 – facevano notare Lipu, Codacons e Slai Cobas – che esplicitamente stabilisce la previa consultazione delle organizzazioni di cui all`articolo 20 della stessa legge“. Insomma, anche la proposta preliminare avrebbe dovuto scaturire “dalla più ampia consultazione dei cittadini per la condivisione degli obiettivi e delle scelte strategiche di pianificazione“.

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