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26 Marzo 2013

Uova pasquali al last minute E le colombe non volano più

Uova pasquali al last minute E le colombe non volano più

 

 

CAREZZEVOLE , conciliante, terapeutica, perfino misteriosa per via dell’ antica origine, che la leggenda colloca in un forno di Pavia nel lontano 570 d.C. quando si doveva inventare qualcosa per placare la ferocia dell’ invasore longobardo. Ma i tempi sono decisamente grami e la colomba – quella pasquale – non vola più. Non come un tempo. Per la verità i prezzi sono più o meno sempre quelli, anche se Codacons parla di un incremento del 6-8% nella piccola e grande distribuzione: per un prodotto davvero artigianale siamo sul 15/20 ma anche sui 24/26 euro al chilo, ovvio, con ingredienti giusti, lievito madre, uova fresche, granella di zucchero, mandorle croccanti e quell’ accento marcato di agrumi che non può assolutamente mancare. Ma i consumi sono in flessione. Meglio ancora, sono gli acquisti ad essere diventati tardivi, tipo ?last minute?. Valerio Belverato , vice-presidente dei panificatori milanesi, lo conferma: «La colomba pasquale rimane un punto fermo della tradizione meneghina. Ma in passato i milanesi avevano l’ abitudine di acquistarla anche prima della festa delle Palme. Oggi viene richiesta all’ ultimo momento». SEGNO DEI tempi? Probabile. E infatti il Codacons pronostica un calo del 17% su scala nazionale, sia delle colombe che delle amatissime uova di cioccolato. Ma anche qui domina il pragmatismo che è poi attenzione alla spesa. Lo conferma anche Emilio Radrizzani , della storica drogheria (dal 1900) di viale Piave, che con papà Giovanni Fausto (consigliere della Giunta di AssoFood) filtra i gusti del pubblico fra i brand più accreditati nel mondo dei cioccolati in versione pasquale. Prezzi anche qui sostanzialmente stabili ma più elevati quando si parla di pezzi pregiati (sui 40/60 euro al chilo); pretese sempre più eccentriche (uova pasquali con sorprese al ?femminile? e al ?maschile?); ma abitudini all’ acquisto decisamente mutate rispetto al passato: si compra meno e preferibilmente uova di Pasqua di piccola taglia, sui 3 etti, giusto per non sfondare troppo il limite dei 20-25 euro. Puntuale la previsione della Camera di Commercio sulle partenze dei milanesi e sul pranzo pasquale. Le prime sono in calo del 10% rispetto al 2012, la spesa media è di 500-1000 euro e si registrano richieste notevoli per le capitali europee ma anche per laghi e montagna. Le tavole imbandite presenteranno invece un conto salato: 40 milioni di euro per i soli milanesi, con l’ agnello al primo posto fra i piatti preferiti e la colomba che batte la concorrenza (uova di cioccolato) fra i dolci tipici. Meglio di una Bibbia. Paolo Galliani.

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