Uova e colombe, stangata di Pasqua
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fonte:
- Corriere del Veneto
Aumenti fino al 12 per cento
Bauli e Melegatti: colpa dei rincari della farina e del cioccolato
Il caro vita ospite indesiderato al banchetto di Pasqua. Per i produttori si parla di aumenti fino al 12 per cento. Più pessimisti i consumatori I dati confermano una tendenza già vista durante le festività natalizie. Preoccupato il Codacons, che ha rilevato un aumento del 30 per cento su uova e colombe in tutto il Veneto: “Le nostre indagini confermano una riduzione delle quantità di prodotti acquistati – rivela Franco Conte, presidente regionale – questo ci tiene in allerta perché la colomba e l`uovo rappresentano una tradizione a cui nessuno vorrebbe rinunciare. Se la gente non è più disposta all`acquisto, significa che è in corso una trasformazione sociale importante, che non possiamo sottovalutare “. Differente il parere delle aziende produttrici, che comunque non nascondono gli aumenti. “Abbiamo fatto il possibile per non gravare eccessivamente sui bilanci famigliari, ma l`aumento del costo di farina, burro, cacao e petrolio ci ha costretto ad alzare di circa il 10 per cento il prezzo di listino dei nostri prodotti“, dice Giorgio Zamboni della Melegatti. “I prodotti da forno costeranno circa il 10% in più rispetto al 2007 – continua Zamboni – Siamo curiosi di testare la novità delle uovo dopo gli esperimenti dell`anno scorso. Ma non si dimentichi che la distribuzione gioca un ruolo determinante nella fissazione del prezzo finale“. Cifre simili anche per la Bauli: “Il prezzo di listino delle nostre colombe è aumentato del 12 per cento, quello delle uova del 5 per cento“ dice Gastone Caprini, ammini-stratore delegato dell`azienda. “Ma i distributori potrebbero optare per promozioni sottocosto per attrarre i clienti “. Aumenti confermati anche dalle associazioni veronesi dei consumatori. “I prezzi sono abbastanza regolati, ma sono saliti rispetto all`anno scorso – dice Adriano Francescon, presidente di Federconsumatori Verona – 750 grammi di cioccolato costano sempre 3 euro e 50“. Un trend riscontrato anche a livello nazionale: “Gli aumenti in questa tipologia di prodotti si attestano attorno al 10 per cento. Ovviamente i beni di maggior qualità sono quelli che hanno fatto registrare i prezzi più alti, a fronte di una domanda molto rigida. Chi può permetterselo acquista anche a fronte degli aumenti. Le categorie più penalizzate, come al solito, sono i ceti meno abbienti“ rivela Fabio Picciolini, presidente nazionale di Adiconsum . “Speriamo che l`aumento dei prezzi si fermi al più presto – commenta Franco Conte – non riesco a immaginare una tavola senza uova e colombe “. Enrico Presazzi.
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