5 Aprile 2012

Uova e benzina: la Pasqua salata degli italiani che non risparmiano più

Uova e benzina: la Pasqua salata degli italiani che non risparmiano più

Le famiglie italiane faticano sempre di più a mettere da parte e a spendere i propri soldi. Non succedeva dal 1995 che la tendenza al risparmio registrasse una percentuale tanto bassa. Secondo l’Istat, infatti, nel 2011 si sarebbe attestata al 12%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto ai tre mesi precedenti, ma in calo dello 0,7% rispetto all’anno precedente. Tenuto conto dell’inflazione, pertanto, il potere di acquisto delle famiglie nel 2011 è diminuito dello 0,5%. E non va meglio per le imprese i cui profitti sono ai minimi da 17 anni. Nel 2011 la quota delle società non finanziarie si è fermata al 40,4%, in calo di 1,1 punti percentuali rispetto al 2010. Giù anche il tasso di investimento, pari al 22,3%, in lieve riduzione rispetto al 22,2% dell’anno precedente.

Nel frattempo già si calcola quanto costerà la Pasqua agli italiani. Tra spesa alimentare e pieno di benzina una vera e propria maxi stangata.
Gli aumenti sui prodotti tipici della festa varieranno, secondo quasi tutte le associazioni dei consumatori, dal 5 al 30 per cento a seconda di dove si fanno gli acquisti. Inoltre, mentre fino ai giorni scorsi i prezzi di uova di cioccolato e agnello non avevano subito particolari ritocchi, già tra oggi e sabato i dolci costeranno il 30% in più per via del rincaro di zucchero e cacao, salumi e torte salate il 25% in più. Che tradotto in euro, secondo la Cia, Confederazione italiana agricoltori, significa un aumento della spesa di Pasqua di 15-20 euro a famiglia. Per risparmiare, meglio allora rinunciare al pranzo in famiglia e farsi servire. Secondo il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti, infatti, “i ristoranti saranno contenuti nei prezzi perché sono in crisi e non si possono permettere gli aumenti”.

Ma è con la benzina che gli italiani dovranno fare davvero i conti. Rispetto a un anno fa, il pieno costerà ben 18 euro in più, in aumento del 25%. La verde, infatti, sfonderà – come è già successo nei giorni scorsi – quota 1,9 euro al litro, il diesel arriverà fino a 1,82. Senza escludere il raggiungimento della soglia psicologica dei 2 euro.
Risultato, questo, di una raffica di aumenti al ritmo di uno ogni tre giorni dall’inizio dell’anno che non ha risparmiato nemmeno il più economico dei carburanti, il Gpl, schizzato del 31% nell’arco di soli tre mesi e arrivato a un soffio dal record di 1 euro al litro.

Il Codacons è entrato nel dettaglio: presi in considerazione 8 milioni di veicoli sulle strade tra spostamenti medi e lunghi e gite fuoriporta nel giorno di pasquetta, il salasso complessivo dei viaggi nella settimana Santa sarà di 430 milioni di euro.
Al punto che, secondo l’associazione dei consumatori, il caro-pieno inciderà drasticamente sulle vacanze costringendo tanti italiani a rimanere a casa: la flessione di auto in circolazione è prevista infatti intorno al 10-15%.
Un assaggio in negativo di quanto accadrà in seguito per ponti e ferie, a partire dal 1 maggio che vedrà un calo del 20%.

Ma un modo per risparmiare qualcosa c’è e si chiama “pomp bianche”. Nelle grandi città è sempre più frequente il formarsi di lunghe file ai distributori indipendenti dove si possono risparmiare anche 45 centesimi al litro e fino a 5 euro sul pieno. Nei giorni scorsi, a Roma, mentre alcuni marchi riportavano il prezzo di 1,874 per la super e 1,780 per il gasolio, dai distributori low cost si pagava, rispettivamente, 1,829 e 1,725.

Ma come è possibile praticare simili prezzi? Giovanni, gestore romano di uno di questi distributori privi di logo, spiega che non essendo legati alle compagnie petrolifere, loro possono offrire lo stesso prodotto – e non di qualità inferiore come talvolta si dice – a un costo inferiore, perché i loro rifornimenti avvengono direttamente ai depositi e alla raffinerie dove il prezzo al litro viene venduto dai 12 ai 15 centesimi in meno. Uno sconto che per i clienti si traduce subito in un risparmio mensile anche di 20 euro. Soldi benedetti. Soprattutto a Pasqua.

    claudiadaconto
 

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