27 Ottobre 2005

Uova crude, è falso allarme

Uova crude, è falso allarme

?Pasticcio? dell?Agenzia alimentare. Storace protesta: nessun rischio

BRUXELLES ? L`Europa è concorde: «Non c`è nessun pericolo dal consumo di uova crude e carni di pollo nell`Unione europea». E? questa la riposta, chiara e coerente, giunta ieri dalla Commissione europea e dalla stessa Autorità per la sicurezza alimentare (Efsa), che ha sede a Parma: quest`ultima ha di fatto smentito in un comunicato le dichiarazioni allarmistiche sugli effetti per l`uomo del consumo di uova crude e carni rilasciate alla stampa dal suo direttore scientifico, l`olandese Herman Kouter. «Non c`è ad oggi nessuna prova ? hanno scritto gli scienziati europei dell`Efta ? che il virus killer dei polli possa essere trasmesso all`uomo attraverso il consumo di cibi ed in particolare di pollame e uova». Tanto più ? ha aggiunto la Commissione europea ? che «il virus non è presente negli allevamenti europei e l`Ue ha preso tutto le misure necessarie per bloccare sul nascere eventuali focolai». Da Strasburgo, il vicepresidente della Commissione Franco Frattini è stato ancora più chiaro: la decisione che «noi abbiamo preso ? ha spiegato ? è quella di bandire dall`Europa l`importazione di uccelli selvatici. Niente che dica non mangiate le uova; niente che dica non mangiate la carne di pollo». Bruxelles si è insomma a più riprese dissociata dalle dichiarazioni alla stampa del direttore scientifico dell`Efsa. Philip Tod, portavoce del commissario europeo per la sanità e la protezione dei consumatori Markos Kyprianou, ha dichiarato che «sul mercato europeo sono disponibili solo uova e carni sicure per il consumo umano e che l`Ue e i suoi stati membri applicano dei controlli veterinari rigorosi ed estesi per garantire che solo carni di animali sani possano arrivare sul piatto dei cittadini europei. Non entrano in Europa prodotti avicoli provenienti da paesi colpiti da virus dei polli ad alta virulenza». Ma le precisazioni dell`Agenzia non sono bastate a frenare le polemiche. La prima reazione è stata quella del ministro della Salute, Francesco Storace, che ieri mattina ha inviato al direttore Efsa Geoffrey Podger, e per conoscenza al commissario europeo alla Sanità e alla Sicurezza del consumatore Kyprianou, una lettera di protesta per i messaggi sul «presunto» parere. Nel documento il ministro spiega di ritenere «doveroso un messaggio pubblico di scuse per l`immotivato allarme ingenerato nei consumatori, per il danno provocato ai produttori e per l`attacco alla credibilità di quelle istituzioni seriamente impegnate in una minuziosa opera di controllo. Tra i compiti di una direzione scientifica ? si legge ? non vi è quello di minare il lavoro di tutela della salute che si sta compiendo». Indignata anche la reazione dell`Unione nazionale avicoltori (Una), per bocca del presidente Aldo Muraro: «Il compito dell`Efsa è di informare correttamente i consumatori sulla sicurezza alimentare e sugli eventuali rischi legati a cibi e bevande. Le raccomandazioni e la parziale smentita da parte dall`ufficio stampa ? ha sottolineato Muraro ? creano invece incertezza e aumentano la psicosi verso prodotti che non sono affatto dannosi per la salute umana». La parziale smentita dell`Efsa non ha convinto neppure le associazioni dei consumatori. L`Aduc ha infatti chiesto le dimissioni del presidente dell`organizzazione, mentre Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc hanno sottolineato l`esigenza di risposte «chiare e corenti». Per i consumatori, è il richiamo delle associazioni, è di «primaria importanza che vi sia un`univocità di pensiero da parte della Comunità scientifica su ciò che va fatto ed evitato in tema di sicurezza alimentare». Ma, al contrario, «accade di ricevere informazioni contrastanti – è la protesta dei consumatori – anche a distanza di un giorno».

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