Uova contaminate, due campioni positivi a Roma e Ancona
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fonte:
- Il Messaggero
Anche il nostro paese è stato investito dallo scandalo delle uova contaminate con il Fipronil, l’ insetticida il cui uso è vietato negli animali destinati alla catena alimentare e ritenuto «moderatamente tossico» per l’ uomo. Il ministero della Salute, infatti, ha rilevato «due positività» nell’ ambito dei controlli compiuti dagli Istituti zooprofilattici su 114 dei campioni esaminati per verificare eventuali contaminazioni da Fipronil su uova, prodotti derivati e alimenti che li contengono. Il ritrovamento è avvenuto nell’ ambito dei controlli disposti dal ministero della Salute nelle settimane scorse dopo l’ allarme diffuso all’ inizio di agosto in alcuni Paesi europei: tonnellate di uova infette con il pesticida erano state ritirate dai mercati di Olanda, Belgio, Germania, Gran Bretagna e Francia. I due casi positivi sono stati segnalati alle Regioni e Asl competenti per territorio per ulteriori accertamenti sulla fonte di contaminazione e l’ adozione di eventuali provvedimenti restrittivi. I LOTTI I campioni positivi al Fipronil sono stati trovati in un centro di imballaggio di uova nelle Marche e in un laboratorio artigianale di pasta all’ uovo nel Lazio. Non sono grandi stabilimenti, come riferisce Giuseppe Ruocco, a capo della Direzione generale per l’ igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del ministero della Salute. A Milano sono state sequestrate anche 127 omelette congelate di una diotta tedesca. I lotti «incriminati» sono stato ritirati e sono in corso accertamenti per risalire all’ origine della catena della contaminazione. La buona notizia è che si escludono conseguenze sulla salute. «Pur superando il valore limite», la presenza di Fipronil «è molto sotto la soglia di tossicità acuta», riferisce Ruocco. In effetti il Fipronil è tossico solo se si viene esposti ad elevate dosi o per tempi prolungati. Inoltre, premesso che si tratta di una sostanza che «deve essere assente negli alimenti- specifica Ruocco – non si accumula, perché viene eliminata» dall’ organismo. Tuttavia, da più parti arrivano sollecitazioni per una maggiore chiarezza e trasparenza. Il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, chiede di fare i nomi delle aziende coinvolte, di pubblicare subito l’ elenco dei prodotti coinvolti, come in Francia, e togliere il segreto sulla destinazione finale di tutti i prodotti alimentati importati. Gli fa eco anche Agostino Macrì, responsabile dell’ Area sicurezza alimentare dell’ Unione Nazionale Consumatori, che chiede di «sapere i livelli di contaminazione e l’ origine delle uova». Per il presidente del Codacons Carlo Rienzi, il ministro della Salute Beatrice Lorenzi «si preoccupi di tutelare la salute dei cittadini: servono più controlli e informazioni trasparenti». GLI INTERVENTI Dal canto suo il ministero, in collaborazione con le autorità sanitarie regionali e il Comando Carabinieri per la tutela della salute, ha monitorato uova, prodotti derivati e alimenti che li contengono, sia di provenienza estera che nazionale: sono stati 42 i campionamenti dei Nas su prodotti trasformati contenenti uova o derivati, prelevati nei negozi e supermercati; 181 quelli delle Regioni su pollame, uova, derivati; 60 quelli disposti dal ministero per gli adempimenti comunitari (Uvac), per merci provenienti dai Paesi interessati dall’ allerta. Una decina di giorni fa erano stati sequestrati in Italia alcuni prodotti, mai messi in commercio, provenienti da un’ azienda francese che aveva usato le uova di uno degli allevamenti olandesi coinvolti nell’ uso del Fipronil. Ma a doversi occupare della faccenda è tutta l’ Europa che, dai primi di agosto, ovvero dallo scoppio dello scandalo delle uova contaminate, è impegnata nel monitoraggio delle uova, dei prodotti derivati e degli alimenti che li contengono.
