13 Agosto 2017

Uova al veleno, sequestro in azienda

di Marco FilippiBlitz dei carabinieri del Nas (nucleo antisofisticazione) di Treviso in un’ azienda opitergina, all’ indomani dello scoppio dello scandalo europeo delle uova al Fipronil. I militari dell’ Arma del Nas hanno sequestrato a scopo cautelativo una determinata quantità di ovoprodotti importati dalla Francia e che potrebbero essere contaminati dal Fipronil, l’ insetticida, usato come antipulci, ma vietato dall’ Ue per gli animali destinati all’ alimentazione. Gli ovoprodotti sequestrati provenienti da un’ azienda francese che li aveva lavorati, dopo aver acquistato le uova da uno degli allevamenti olandesi finiti al centro dello scandalo dell’ insetticida, sono ora sotto analisi per verificare se siano effettivamente contaminati.Come nel caso di un’ azienda del settore dolciario dell’ Emilia Romagna, la segnalazione potrebbe essere arrivata dalla Francia attraverso il canale Rasff, ossia il “rapid alert system for food and feed” dell’ Unione Europea, un efficace sistema di comunicazione interna che permette alle aziende di avvertire le autorità della provenienza del prodotto lavorato. Non è detto quindi, che il materiale sequestrato all’ azienda opitergina sia effettivamente contaminato. Com’ è noto anche l’ Italia compare nella lista dei paesi che hanno ricevuto uova od ovoprodotti dalle aziende coinvolte nello scandalo. Lo ha detto nei giorni scorsi un portavoce della Commissione europea, chiarendo che «i Paesi in cui si trovano le aziende dove sono state sequestrate uova contaminate sono Belgio, Olanda, Germania e Francia. Mentre tra quelli che hanno ricevuto prodotti provenienti da aziende che commerciavano prodotti contaminati» c’ è anche l’ Italia. Nel frattempo, a livello nazionale, le varie associazioni di categoria di produttore hanno dato avvio ad un dibattito, soprattutto sulla trasparenza del mercato dei prodotti alimentari. In particolare la Coldiretti dell’ Emilia Romagna prende posizione sottolineando la necessità di «migliorare la visibilità dell’ indicazione di origine scrivendo chiaramente anche sulle confezioni e sui cartoni da dove arrivano le uova e rendere riconoscibile ogni possibile informazione ai consumatori dell’ origine dei prodotti agricoli utilizzati nei prodotti trasformati». In campo anche le associazioni dei consumatori con Codacons che invita a «sospendere la commercializzazione in Italia di tutti quegli alimenti trasformati che contengono al loro interno uova provenienti da uno dei paesi classificati a rischio dall’ Unione Europea a garanzia della salute dei consumatori». Secondo l’ associazione dei consumatori «l’ Unione Europea, inserendo anche l’ Italia nella lista dei paesi che hanno ricevuto uova dalle aziende coinvolte nello scandalo Fipronil, ha di fatto smentito il nostro ministero della salute, che aveva garantito l’ assenza di rischi in Italia legati alla contaminazione delle uova».©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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