21 Settembre 2019

Unposted record d’incassi, scontro Codacons-Fedez

 

La Ferri Nazionale è la regina indiscussa del box-office con il docu-film sulla sua vita diretto da Elisa Amoruso. Nelle sale solo il 17, il 18 e il 19 settembre, Chiara Ferragni -Unposted (una produzione Memo Films con Rai Cinema in collaborazione con Amazon Prime) è stato il film evento più visto di sempre in Italia. La pellicola presentata nella sezione Sconfini all’ultima Mostra del Cinema di Venezia ha incassato 1.601.499 euro in 393 sale e più di 160 mila spettatori in tre giorni hanno visto Unposted: il film ha ripetuto nei tre giorni lo stesso incasso, un dato inusuale per questa tipologia di uscita evento.

Un risultato eccezionale e sorprendente, riferisce la Dire Giovani (www.diregiovani.it), che conferma la grande popolarità di Chiara Ferragni, la sua straordinaria capacità di rivolgersi e parlare al suo pubblico. Vivere l’evento al cinema per molti di questi giovani è stata un’esperienza inedita, e l’auspicio è che questa tipologia di prodotto riesca ad attrarre nuovo pubblico e ad abituarlo al linguaggio cinematografico e alla frequentazione delle sale.

Chiara Ferragni – Unposted racconta il 2018 dell’imprenditrice: il fantastico matrimonio a Noto con Fedez, la nascita del figlio Leone, essere diventata CEO di entrambe le società che ha fondato, la Tbs Crew e Chiara Ferragni Collection, e l’aumento sempre più rapido e incessante di follower. #Chiaraneverstop è un hashtag che ricorre nei suoi post e si addice perfettamente ai ritmi sempre più incalzanti che Chiara ha affrontato negli ultimi mesi. Il racconto segue le tappe di questa crescita, personale e professionale, scandita dalle stagioni che si susseguono e dalla vita frenetica della fashion blogger più influente del mondo.
Codacons vs Fedez

Il Codacons replica intanto al rapper Fedez che, in un video pubblicato sui social network, si scaglia contro l’associazione, rea di aver chiesto alle sale cinematografiche di non trasmettere il documentario sulla moglie, Chiara Ferragni, presentato in anteprima alla Mostra del cinema di Venezia.

“Precisiamo a Fedez che il Codacons, a differenza di quanto affermato, non è affatto un ente pubblico, né para-pubblico, e farebbe bene il rapper ad informarsi su chi siamo, cosa facciamo, e perché – spiega il presidente Carlo Rienzi –. In secondo luogo la nostra associazione, contrariamente a quanto dice Fedez, non ha mai invocato la censura per Chiara Ferragni, dal momento che – e qui Fedez dimostra una non indifferente ignoranza – la censura si ha quando si vieta al pubblico un qualcosa che potrebbe rappresentare un danno o un pericolo per la collettività. Nel caso del documentario della Ferragni, invece, è corretto parlare di boicottaggio, che vuol dire “isolare, ostacolare e/o modificare l’attività di una persona, o quella di un gruppo di persone, una azienda o un ente o anche di uno Stato, in quanto ritenuta non conforme a principi o ai diritti, e può essere posta in essere anche a scopi economici” (fonte: Wikipedia)”.

“Ed è di tutta evidenza che il documentario su Chiara Ferragni, ben lungi dall’essere un’opera artistica, rappresenta un prodotto pubblicitario, un mega spot a pagamento a carico degli spettatori, come tra l’altro sottolineato dalla critica di settore, ed è per questo che abbiamo chiesto alle sale di non trasmetterlo – aggiunge il Codacons -. A tutto ciò si aggiunge la violazione delle norme di legge, considerate le immagini del figlio trasmesse nel documentario in totale spregio delle disposizioni vigenti sulla privacy dei minori”.

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