Uno sportello per trovare il vero papà
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fonte:
- Messaggero Veneto
«Un bambino su dieci è figlio di un padre biologico diverso da quello "legittimo", ma non lo scoprirà mai. A meno che non effettui il test del Dna per accertarne la parentela, mettendo così fine ai propri dubbi». Per rispondere alle sempre più numerose richieste che giungono alla sede udinese del Codacons, l’ associazione ha deciso di aprire uno sportello dedicato agli accertamenti sulla paternità per offrire consulenze e pareri legali. «Non serve il consenso del genitore o del figlio per eseguire l’ esame – spiega il presidente regionale Vitto Claut -, basta che uno dei due lo richieda informalmente, poi si può eventualmente fare ricorso per disconoscere la paternità nel caso l’ esito confermasse l’ incompatibilità genetica». In Italia, però, non è ancora così comune eseguire il test, «tant’ è che in farmacia non si trovano i kit "fai da te" che invece sono facilmente reperibili nella vicina Austria a circa 300 euro. Alcuni laboratori italiani chiedono fino a 2500 euro» spiega Claut, aggiungendo che il test di paternità effettuato mediante il kit di prelievo «ha esclusivamente un valore informativo». «Il risultato ottenuto non ha valenza giuridica – precisa il Codacons – e quindi non potrà essere prodotto come prova in sede di giudiziale, non essendo stata accertata l’ identità dei soggetti da cui provengono i campioni biologici (peli, sangue, saliva, o anche solo una sigaretta usata) ed acquisite le necessarie autorizzazioni». Intanto, però, con un semplice esame il padre potrà sapere se quel figlio è veramente "suo" e viceversa, così come anche le madri nel caso avessero qualche sospetto sul genitore biologico della prole. «Le statistiche parlano anche del 15% di figli illegittimi e, purtroppo, spesso inconsapevoli di esserlo – prosegue Claut –; in teoria, dunque, in Friuli ben 10mila persone potrebbero avere un genitore segreto. Ecco perché riteniamo opportuno tutelare i cittadini fornendo consulenza, tramite un apposito sportello su un tema così importante eppure ancora poco considerato». L’ avvocato Claut ha già trattato alcuni casi in prima persona: «Di solito i dubbi cominciano ad affiorare nelle fasi di separazione e di divorzio – riferisce –, quando piccole frasi fanno nascere importanti punti di domanda. Per esempio una mamma si lascia sfuggire "quello non è neanche figlio tuo"…o un padre dice "non sembri proprio figlio mio". Poi, non tutte le persone vogliono saperne di più…». Chi fosse interessato ad avere informazioni più approfondite può contattare direttamente il Codacons: via Gorghi 11, 0432 534813. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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