12 Gennaio 2012

Uno sciopero nazionale fissato per il 23 gennaio

Roma. Uno sciopero nazionale fissato per il 23 gennaio, preceduto da un’ assemblea lunedì prossimo al Circo Massimo. Tanto per cominciare. Perché «in caso di decisione unilaterale del governo, la categoria si riserva di assumere tutte le iniziative ritenute più opportune». È, praticamente, una dichiarazione di guerra quella che esce dal parlamentino dei tassisti riunitosi ieri a Bologna. Una sfida aperta, senza se e senza ma, per bloccare le liberalizzazioni annunciate da Mario Monti. L’ irritazione della base è palpabile e va persino oltre le decisioni assunte dai vertici sindacali se è vero che sono in molti a lamentare la lentezza e la moderazione della controffensiva: «È adesso fino a lunedì cosa facciamo? Se il governo decide prima, ci fermiamo tutti?». Non aderiranno allo sciopero gli iscritti alla Confartigianato che ritiene premature le azioni di protesta senza conoscere nei dettagli i provvedimenti dell’ esecutivo. Dall’ altra parte della barricata le associazioni dei consumatori minacciano denunce in caso di blocchi stradali come avvenuto quattro anni or sono. In mezzo l’ Antitrust il cui presidente, Giovanni Pitruzzella, invita a una serena riflessione: «Auspico che il dibattito si svolga secondo le regole del confronto civile in cui ognuno faccia valere le proprie, legittime richieste». Ma è del tutto evidente che la battaglia sarà durissima, destinata magari a crescere di intensità nel momento in cui palazzo Chigi varerà il decreto che liberalizza anche il servizio delle auto bianche. È assai probabile che lunedì prossimo il Circo Massimo si trasformerà in una catino rovente di tassisti fuori turno. Avverte Loreno Bittarelli, presidente nazionale di Uritaxi: «C’ è anche la possibilità che nella circostanza i tassisti escano senza rispettare i turni». È, invece, certo che il lunedì successivo, il 23 gennaio, le città rischieranno la paralisi perché al fermo dei taxi corrisponderà il probabile assalto ai mezzi pubblici e il ricorso massiccio all’ auto privata. Durante il raduno romano una delegazione di tassisti consegnerà all’ Antitrust un documento in cui «saranno evidenziati gli errori e le negatività» contenute nelle misure annunciate. L’ irritazione della categoria è anche accentuata dalla mancata convocazione da parte del governo che viene considerato un segnale evidente sulla non volontà di palazzo Chigi di avviare una trattativa. Tanto è vero che nella nota unitaria, stilata al termine della riunione di Bologna, i sindacati invitano, anzi minacciano, il governo a non adottare decisioni unilaterali perché la categoria «si riserva di assumere tutte le iniziative ritenute più opportune». Come dire che la risposta sarebbe ancora più dura. La stessa determinazione dei tassisti è nelle risposte delle associazioni di utenti e consumatori. Per il Codacons siamo di fronte ad una «protesta del tutto infondata. La liberalizzazione del settore taxi è un provvedimento atteso da decenni che può portare realmente benefici non solo agli utenti, ma anche agli stessi tassisti, vista la possibilità di licenze compensative assegnate peraltro gratuitamente». L’ Adoc conferma la propria «contrarietà a qualsiasi forma di pregiudizio in grado di bloccare il settore dei trasporti pubblici… segnaleremo ogni anomalia alla Commissione di Garanzia degli Scioperi a valuteremo se denunciare ogni interruzione di pubblico servizio alla Procura». E c’ è chi, su Twitter, lancia l’ idea di un controsciopero per venerdì 20 gennaio. Un richiamo alla calma generale arriva dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno: «Sono assolutamente solidale con i tassisti, ma invito anche a guardare con attenzione la relazione del governo e ad avere la dovuta prudenza. Se non leggiamo le intenzioni, credo sia sbagliato agitarsi. Fermo restando che quella dei tassisti non è una categoria che deve essere colpita. Non accetterò che si trasformino in capro espiatorio delle liberalizzazioni». Intanto, è alta tensione anche sul fronte delle farmacie: un plico contenente un piccolo ordigno è stato scoperto ieri mattina in una farmacia di Milano di proprietà della presidente provinciale di Federfarma Annarosa Racca. Molteplici gli attestati di solidarietà inviati alla farmacista e al presidente nazionale Andrea Mandelli. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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