4 Settembre 2012

Uno sciopero della spesa contro inflazione e rincari

Uno sciopero della spesa contro inflazione e rincari 

Anche gli agricoltori della Coldiretti aderiscono allo sciopero della spesa indetto dai consumatori per il prossimo mercoledì 19 settembre. È quanto hanno fatto sapere le associazioni promotrici dell’ iniziativa (Codacons, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, Assoutenti, Confconsumatori, Codici, Associazione Consumatori Utenti, Altroconsumo, Comitas, Consumer Law). «Dopo l’ allarme lanciato ieri da Coldiretti, secondo cui l’ aumento dei carburanti pesa in agricoltura per 150 milioni di euro, l’ organizzazione dei coltivatori – si legge nella nota – ha deciso di partecipare alla giornata nazionale di protesta indetta dai consumatori, allo scopo di manifestare contro il caro-vita imperante e gli aumenti dei costi e dei listini al dettaglio che impoveriscono agricoltori e consumatori». Inoltre le associazioni dei consumatori evidenziano che in occasione dello sciopero della spesa saranno realizzate «clamorose iniziative nelle principali piazze italiane, volte a richiamare l’ attenzione dei media, delle istituzioni e del Governo sul grave impoverimento degli italiani e sulla necessità di misure urgenti finalizzate a ridurre prezzi e tariffe e salvare i bilanci delle famiglie». Tra i motivi principali dello sciopero il fatto che l’ aumento degli stipendi, nell’ ultimo anno, non è stato assolutamente al passo del tasso d’ inflazione. «A luglio, secondo i dati Istat – hanno fatto sapere dal Codacons – le retribuzioni contrattuali orarie sono salite dell’ 1,5% su base annua, ben al di sotto dell’ inflazione che nello stesso mese era pari al 3,1%». «Tradotto in cifre – è il calcolo dell’ associazione – è come se una famiglia di 3 persone avesse avuto una perdita del potere d’ acquisto equivalente a 550 euro, una tassa invisibile che continua a dissanguare gli italiani e l’ Italia». «Fino a che si aumentano Iva ed accise – ha aggiunto il Codacons – infiammando i prezzi, e contemporaneamente si bloccano pensioni e stipendi dei dipendenti pubblici per ben 3 anni, i consumi continueranno a crollare e il Pil a precipitare». Ecco perché l’ associazione ha chiesto a Monti di «sbloccare anticipatamente i contratti della pubblica amministrazione e di destinare le poche risorse disponibili, invece che a ridurre ulteriormente il costo del lavoro (già ridotto, senza alcun effetto per l’ economia, fin dal dl Salva Italia), alla rivalutazione degli stipendi e delle pensioni, anche quelle sopra 1.400 euro, all’ inflazione reale». Un dramma a parte è quello dei giovani, anche in virtù di un tasso di disoccupazione che, per gli under 35, ha superato la soglia di un terzo del totale. «Il loro potere d’ acquisto – hanno denunciato le associazioni dei consumatori – è calato del 18% dal 2007 a oggi. «I giovani assieme agli anziani sono coloro che pagano il prezzo maggiore della crisi economica e dei rincari che negli ultimi anni hanno travolto il paese – ha detto Carlo Rienzi, presidente Condacons – subendo un progressivo impoverimento aggravato dalle difficoltà nel trovare una occupazione stabile, situazione che ha ridotto drasticamente la loro capacità di acquisto».

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