Uno scandalo per riflettere ma anche per cambiare rotta.
-
fonte:
- Il Messaggero
Uno scandalo per riflettere ma anche per cambiare rotta. Per capire i mali della sanità umbra ma anche per evidenzare i suoi punti di forza e le possibili vie d`uscita. Perchè non tutto può essere ridotto ad eccellenze o mele marce e soprattutto perché l`ospedale perugino, ora nell`occhio del ciclone, è al centro di un trasferimento definito da più parti “momento epocale“. Allora ecco la prima riflessione che porta la firma del Tribunale del malato di Perugia. “Oltre al trasferimento bisognerebbe guardare all`organizzazione di reparti e servizi ed al riassetto generale, altrettanto importanti. Una sinergia simile sarebbe importante per l`organizzazione: se c`è questa si arriva all`ottimizzazione e con questa arriva la qualità. L`organizzazione è la chiave del funzionamento in un ospedale e per metterla a punto bisognerebbe guardare i meccanismi dell`orologio e mettere ogni aspetto al suo posto. Ma questo non succede per tanti problemi“. Quali? Uno deriva proprio dalla carenza di personale, in particolare infermieri, un deficit “che rasenta il drammatico“ e legato a doppia mandata a quello dei servizi. “Senza personale le sale operatorie ad esempio non possono essere ottimizzate al massimo o gli ambulatori non posso funzionare dalle 8 alle 20 con le ovvie ripercussioni che potrebbero arrivare sulle liste di attesa“. E proprio per le carenze di personale che un episodio come quello portato alla luce dai Nas risulta quasi grottesco considerando le condizioni in cui lavorano in media gli operatori dell`ex Silvestrini. “Chi lavora lo fa sopra le sue forze – spiegano dal Tribunale – e tra questi ci sono tanti medici così come ci sono altri che “tirano a passare la giornata“. E chi fa molto, si demotiva perché vedono il comportamento degli altri. Bisogerebbe individuare un modo per trovare un equilibrio stabile che al momento è carente. Ci sono problematiche anche per la facilità con cui la politica cambia i direttori mentre a tali strutture servono continuità dirigenziale e unità di percorsi che portano ad avere un`organizzazione seria. A noi non interessa chi arriva, ci interessa che il paziente, nella disgrazia di stare male deve avere la certezza di essere curato al meglio e la fortuna di trovare un ambiente accogliente“. Il pericolo che si potrebbe correre sull`onda emotiva dell`operazione “fantasma“ è quello di generalizzare. E su questo punta il dito Rodolfo La Sala, regretario regionale Adiconsum. “Se ci sono mele marce che vengano estirpate ma questo non significa che tutto il cesto sia marcio. Non si può generalizzare perchè tante persone che lavorano sodo ci sono. Semmai manca un controllo serio: se l`infermiere manca o era emarginato, e questo implica altre componenti, o si è mimetizzato talmente bene che occorre interrogarci su aspetti organizzativi da risistemare. Questo non vuol dire che tutta la sanità umbra non funzioni: c`è da aggiustare e da migliorare senza mai abbassare la guardia vista la delicatezza del settore anche se dotato di alte professionalità“. Tra gli aspetti messi a nudo dall`inchiesta dei Nas, con 12 arrestati e 68 indagati per assenteismo, quello dei controlli interni. Il nodo riguarda l`esistenza di meccanismi simili ma anche la loro applicazione e, soprattutto, la loro efficacia. “Se deve intervenire la Magistratura vuol dire che il controllo amministrativo non funziona – sostiene Paolo Baronti, segretario regionale CittadinanzAttiva – ma a noi interessa l`aspetto della funzionalità e quanto accaduto denuncia una cattiva gestione. A noi più che l`aspetto giudiziario interessa quello amministrativo e il fatto che non ci sono né controlli, né verifiche. E la cosa che appare più grave e che stona di più in sanità è che tutto questo può avere connessione con le liste di attesa che si allungano a scapito delle persone che vivono tale disagio sulla loro pelle. Per questo non si può fare finta di niente di fronte a tale episodio anche perché non risulta così isolato“. C`è un problema di vigilanza ma anche di qualità e consistenza del servizio prestato, dagli infermieri come dai medici. Non a caso l`associazione si è fatta spesso promotrice di iniziative di audit interno. “Oltre a controllare – aggiunge Baronti – bisognerebbe anche valutare: ma gli amministratori sembrano preferire la cultura dell`appartenenza a quella della valutazione“. Tra le accuse rivolte agli indagati c`è anche quella di truffa. E di truffa ai danni degli stessi cittadini parla Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria. “Capiamo che l`azienda ospedaliera si proclami parte lesa, ma riteniamo che una struttura simile debba avere suoi meccanismi di controllo interno e, soprattutto, farli funzionare“. Restano sul tavolo i problemi legati ad accoglienza e liste di attesa. “All`ex Silvestrini apprezziamo lo sforzo di migliorare l`aspetto informativo che tuttavia non risulta ancora sufficiente e gli “spaesati“ sono costetti ancora a rivolgersi ai camici bianchi per avere informazioni. Ma il problema vero della sanità umbra resta quello delle liste d`attesa, pur con tutti i distinguo tra Asl e ospedali, Perugia, Terni o Foligno“. Sotto la lente i tempi di attesa. Alcuni esempi: due mesi per un esame “moc“ (densità ossea), due mesi per una tac cerebrale, un mese e mezzo per un eco doppler. “Liste ancora troppo lunghe. Quando ci sono ritardi così evidenti equivale a non erogare quel servizio e spingere gli utenti, che possono, verso il privato. E chi non può? Prendiamo l`esempio dell`odontoiatria: il pubblico, nonostante l`appello del ministro, continua a non dare garanzie. Anche qui, chi può si rivolge al privato spendedo fior di soldi. Chi non può è costretto a masticare male e digerire peggio“. Per migliorare non c`è una ricetta infallibile ma il Tribunale del malato una direzione la indica: “Istituzioni e operatori dovrebbero remare nella stessa direzione per arrivare ad un solo obiettivo: assicurare al paziente, servizi, qualità ed efficienza“.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
-
Tags: assenteismo, carla falcinelli, efficienza, indagati, malato, medici, ospedale, paolo baronti, personale, perugia, qualità, rodolfo la sala, sanità , scandalo, servizi, Tribunale, truffa, Umbria
