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3 Settembre 2019

UNIVERSITA’, TEST MEDICINA: NUMERO CHIUSO E’ DANNO PER PAESE E STUDENTI, NUOVO RICORSO AL TAR IN FAVORE DEI CANDIDATI ESCLUSI

 

MENTRE IN TUTTA ITALIA SI ASSISTE A GRAVE CARENZA DI MEDICI, ACCESSO A FACOLTA’ DI MEDICINA RIMANE LIMITATO

Partono oggi i test di accesso per Medicina e Odontoiatria, con 68.694 candidati che si sono iscritti alle prove di ingresso nelle varie università italiane. Una pratica quella del numero chiuso che – segnala il Codacons – non solo è obsoleta e scorretta, ma rappresenta un danno per gli studenti e per l’intero paese, e sarà impugnata dall’associazione con un nuovo ricorso al Tar del Lazio per conto di tutti i candidati che saranno esclusi dalle ultime prove.
“Mentre in tutta Italia si assiste ad una grave carenza di medici, con alcune regioni che sono state costrette a chiudere intere strutture sanitarie a causa della mancanza di camici bianchi, le università continuano a limitare fortemente l’accesso alla facoltà di Medicina, al punto che quest’anno solo 1 candidato su 6 riuscirà a superare le prove – denuncia il presidente Carlo Rienzi – Una prassi quella del numero chiuso che appare superata, inutile, e lesiva dei diritti degli studenti e degli utenti del servizio sanitario, e che comporta ogni uno spreco di milioni e milioni di euro considerate le spese che devono affrontare i candidati per sostenere le prove nelle varie città e per la preparazione ai test di ingresso”.
Proprio per tale motivo il Codacons, che ha già avviato un ricorso attualmente pendente dinanzi al Tar contro i test di accesso a medicina per l’anno accademico 2017/2018, annuncia un nuovo ricorso collettivo al tribunale amministrativo, al quale possono partecipare tutti i candidati che saranno bocciati alle prove odierne, forte dell’ordinanza n. 03796/2018 del Consiglio di Stato che, accogliendo le istanze dell’associazione, ha stabilito che “la delicatezza della censura inerente alla determinazione del fabbisogno di laureati esige una valutazione approfondita che solo un esame della controversia nel merito in primo grado può garantire; quindi la domanda cautelare va accolta ai soli fini della definizione sollecita del giudizio nel merito da parte del TAR”.

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