2 Aprile 2013

UNIVERSITA’: STRASBURGO, NUMERO CHIUSO NON VIOLA DIRITTI

    UNIVERSITA’: STRASBURGO, NUMERO CHIUSO NON VIOLA DIRITTI

    CODACONS: CANTONATA DELLA CORTE DI STRASBURGO, MA RESTANO IN PIEDI LE AZIONI ITALIANE

    IL GOVERNO HA SNOBBATO LE INDICAZIONI DI ANTONIO CATRICALA’

    Secondo la sentenza della Corte europea dei diritti umani emessa oggi nei confronti dell’Italia, il numero chiuso che regola l’accesso a determinate facoltà non viola il diritto allo studio.
    Per il Codacons la Corte di Strasburgo ha preso, per una volta, una cantonata. In ogni caso, il fatto che secondo i giudici il numero chiuso non sia incompatibile con quanto sancito dalla convenzione europea dei diritti umani, non significa che i test d’ingresso rispettino la normativa italiana, a cominciare dalla Costituzione. Inoltre, ad essere violato non è solo il diritto allo studio sancito dall’art. 3, 33 e 34 della Costituzione, ma anche il libero accesso alle professioni. Insomma questa sentenza, per quanto sia un’occasione perduta,  lascia impregiudicate tutte le possibili azioni legali  italiane.
    Per questo il Codacons, che ha già provveduto a diffidare il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca chiedendo l’eliminazione dei test di ammissione e che, in attesa delle sentenza della Corte Costituzionale, ha già pronta una mega class action per risarcire gli studenti esclusi dalle facoltà, invita il Governo a seguire le indicazioni dell’Antitrust. Ricordiamo, infatti, che nel 2009, l’allora presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà, così si era pronunciato sul numero chiuso dei dentisti (AS516): l’ “artificiosa predeterminazione del numero dei potenziali professionisti … determina, dal punto di vista economico, un ingiustificato irrigidimento dell’offerta di prestazioni odontoiatriche, con l’effetto di restringere artificiosamente il numero dei potenziali professionisti ed innalzare il prezzo delle relative prestazioni”. Per cui, concludeva Catricalà, “dovrebbero essere abbandonati i processi di contrazione del numero di posti universitari disponibili e dovrebbe essere assicurato il massimo ampliamento possibile dei posti universitari disponibili”.
    Il Codacons si domanda perché Monti abbia voluto all’interno del Governo l’allora presidente dell’Antitrust se poi non ha dato seguito ad una sola delle cose che l’allora Antitrust chiedeva: dai farmaci di fascia C nei supermercati ai preventivi obbligatori degli avvocati, dai saldi liberi all’eliminazione delle commissioni di massimo scoperto, dai tassisti all’eliminazione del numero chiuso dell’università.

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