UNIVERSITA` Ateneo, i paradossi dei corsi a distanza
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fonte:
- Il Resto del Carlino
Caro Carlino, è oramai abitudine assistere a inchieste giornalistiche che provocano sconcerto nel cittadino che assiste a eclatanti casi mediatici che coinvolgono Pubbliche Amministrazioni e soprattutto i cittadini stessi: gli studenti stessi sono cittadini con genitori e famiglie che, spesso, fanno sacrifici per far studiare i figli. Poi con l`aria che tira, tra tasse, aumenti dei prezzi e gli stipendi più bassi d`Europa: non tutti i genitori fanno i parlamentari. Sembra rientrare in questa quotidianità nazionale, il caso del Omniacom-Carid, il Centro di Ateneo che ha in gestione la didattica a distanza dell`Università di Ferrara. Il 6 novembre è stato infatti pubblicato sulla cronaca locale de `Il Resto del Carlino`, un articolo in cui il Codacons di Ferrara e Rovigo esprimeva forti dubbi sia sulla qualità dei servizi offerti agli studenti iscritti ai corsi a distanza gestiti dal Carid/Omniacom, sia sulla destinazione di quel contributo in più che noi studenti dobbiamo versare all`Università, pur non frequentandola. Il giorno dopo la replica dell`Università: quasi se ne lavano le mani come Pilato, non fornendo risposte nel merito ma dicendo che la formazione a distanza costa di più. Se non è un refuso, sarà così soltanto a Ferrara oppure l`uso delle tecnologie, sbandierato in fiere e convegni come un grande risparmio, un bluff planetario! Poi è intervenuto il sindaco di Argenta per difendere l`operato del suo Comune che si legge "è responsabile di tutti i servizi" dall`assistenza agli studenti fino al materiale didattico. Singolare, visto che come tanti altri municipi cerca di affidare ad enti esterni l`erogazione di tanti servizi, quelli sociali compresi. Forse qualcuno avrà intravisto un businnes nelle lauree on line che deve essersi rivelato un flop se poi nell`articolo ci si viene addirittura a dire, se non è un altro refuso, che i corsi di laurea da loro gestiti sono di "fascia medio – bassa" e quindi di bassa qualità! Interessante. E quindi la dobbiamo pagare noi? Noi siamo quindi studenti di corsi di serie B? Allora che futuro potranno avere le sbandierate esperienze imprenditoriali giovanili nel campo delle tecnologie? Dopo la beffa… Qualcuno di noi si è ricordato che comunque non è la prima volta che il Omniacom/Carid è fonte di polemica: già nel 2005 sulla stampa ferrarese il Rettore Patrizio Bianchi pur negando lo smantellamento del Carid prendeva le distanze da tutta la gestione, anche economica dei fondi incassati. Ma qui, secondo noi, il nocciolo della questione: più comodo per tutti archiviare tutto! Escluso che per noi studenti visto che le cose non sono certo migliorate! Speriamo che il Codacons possa fare qualcosa perché altrimenti ci viene spontaneo dire: dalla padella… Un gruppo di studenti
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