11 Settembre 2006

Uniti per salvare il Ticino

TURBIGO Centinaia di persone riunite sulle sponde hanno voluto protestare contro l`inquinamento del fiume

Uniti per salvare il Ticino

TURBIGO Le sponde del Ticino ieri sono state prese d`assalto da alcune centinaia di persone, oltre che da un buon numero di rappresentati di associazioni e di autorità che hanno voluto esprimere in questo modo la loro protesta nei confronti dell`attuale situazione d`inquinamento che condiziona le acque del fiume. Perchè la mobilitazione? “Da più di tre anni, nel canale Marinone, un ramo pregiato del Ticino, affluiscono ininterrottamente liquami neri e maleodoranti provenienti dal depuratore di S. Antonino Ticino – hanno affermato gli organizzatori tra cui Roberto Vellata, Dotto Benvenuto, Pietro Mocchetto, Enzo Gallina, Arturo Boccara, Vanda Bonardo, Paolo Rizzi – frazione del comune di Lonate Pozzolo. Il depuratore raccoglie gli scarichi fognari dei comuni a sud di Varese, Busto Arsizio, Gallarate e Malpensa. Fino a qualche tempo fa questi scarichi finivano nel torrente Arno che a sua volta spagliava le sue acque in una zona compresa tra i comuni di Lonate, Vanzaghello, Castano Primo e Nosate, provocando un gravissimo degrado dell`ambiente. Oggi, la dispersione non c`è più, ma le stesse acque, dopo essere state trattate dal depuratore attraverso un collettore e un sistema di vasche di drenaggio, finiscono nel Marinone e da qui, in località “Casa delle barche“, affluiscono nel Ticino, diffondendo l`inquinamento in tutti i territori rivieraschi a valle. Inoltre attraverso appositi condotti previsti dal progetto e attualmente in via di realizzazione, quelle acque inquinate sono destinate a finire nel canale Villoresi e nel canale industriale e quindi nel Naviglio Grande. Il Coordinamento per la salvaguardia del Ticino, unitamente al Codacons, hanno già presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio denuncia e contestuale istanza di sequestro preventivo“. Le “Genti del Ticino“, preoccupate per lo stato di salute delle acque del Fiume Azzurro, chiedono agli enti pubblici preposti, di sottoscrivere il Patto per la salvaguardia delle acque del Ticino; in particolare si rivolgono a tutti i comuni rivieraschi, ai quali spetta ? tramite i consorzi di depurazione da loro controllati ? il trattamento dei reflui fognari: per impegnarsi affinché gli impianti depurazione siano tecnologicamente adeguati e efficienti in modo da raggiungere al più presto e comunque entro il 2010 i parametri previsti dalla normativa europea; di dotare tutti gli impianti di sistemi di affinamento depurativo a valle (fitodepurazione) in modo da ridurre la forte carica batterica ancora presente e consentire finalmente la balneabilità delle acque del fiume; a considerare come soluzione privilegiata per il recapito delle acque reflue trattate non il fiume ticino ma il loro riutilizzo a fini irrigui. In secondo luogo chiedono alle Province di Novara, Varese, Milano e Pavia di volere effettuare con scrupolo il censimento ed il controllo di tutti gli scarichi fognari afferenti al Ticino ed ai suoi affluenti. In terzo luogo si richiede al consorzio di depurazione Arno – Rile – Tenore di completare e mettere a regime tutto il sistema di depurazione.

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