18 Luglio 2006

Uniti per la legge che premia il cittadino“

Domattina raccolta firme davanti alle poste. “Misura per tutti: si esprimano le istituzioni. Daremo consigli per migliorare il testo“
“Uniti per la legge che premia il cittadino“

Le sigle dei consumatori sul dl Bersani: “Protegge dalle lobby e ammoderna“

“Un provvedimento doveroso, che ammoderna il paese, e che per la prima volta da anni mette al centro l`interesse generale dei cittadini“. Chiara, forte, unanime la posizione sul decreto Bersani delle sigle a tutela dei consumatori. Unanime, soprattutto: come “non si vede spesso, purtroppo“. Da dieci anni, almeno, le associazioni chiedono più apertura alla concorrenza, che spezzi l`arroccamento delle lobby economiche e garantiscano al cittadino più scelta nell`acquisto di beni e servizi. Con loro il garante antitrust, che batte il tasto -a vuoto- dal`98. Era ora, quindi: perchè “questi sono interessi trasversali, che toccano tutti; anche i tassisti, se hanno bisogno di un avvocato, o gli avvocati se per disgrazia hanno bisogno di un farmaco“. Si stima che siano 38 milioni, i diretti interessati dalle disposizioni ministeriali. Contro i loro interessi, dice Fabio Galli del Codacons, le resistenze di “lobby economiche che vogliono fare più soldi possibili. E` un loro diritto, mentre il dovere delle istituzioni è tutelare le tasche dei cittadini“. Certo, le “nicchie“ sono chiassose, di questi tempi: dai tassisti che incrociano i pedali agli avvocati che lasciano i coniugi divorziare da soli, un chiasso che intimorisce, e “non vorremmo che ancora una volta, di fronte a queste resistenze, non se ne facesse nulla“, spiega Mauro Zanini di Federconsumatori. Eppure, ci guadagnerebbero tutti: anche il farmacista che, seppure dovrà subire la concorrenza dei supermarket, sarà pur contento di “pagare un po` meno l`assicurazione della sua Porsche“, grazie ai dispositivi che favoriscono concorrenza e mobilità, nel ramo polizze come in quello bancario. Uno dice: ma il cittadino sarà disiorientato. E Codacons, o Federconsumatori, o Adiconsum, rispondono: gli daremo assistenza, come e più di prima. Capitolo farmacie. C`è di nuovo che i cosiddetti “senza ricetta“ si troveranno al supermercato. Tra aspirina e alghe snellenti, l`italiano spende 43 euro l`anno in prodotti da banco, oltre il 10% della sua spesa in farmaci. Una fetta appetibile della torta, che i farmacisti non cedono volentieri -e scongiurano il danno con la stramba immagine dell` “aspirina 3 x 2“. “Storie“, dice Angelo Ferrari Valeriani di Adiconsum, “dovranno solo ridurre i prezzi, spesso esorbitanti“. E far studiare farmacia ai propri figli, se intendono passargli la licenza: “Sinora, era mantenibile per trent`anni, una vera anomalia“. E passiamo ai taxi: “ Impensabile non rilasciare nuove licenze. E sono i Comuni a dover indicare la reale necessità.“. Agli avvocati: “L`abolizione della tariffa minima costringerà tutti a trasformarsi in imprenditori di sè stessi“. E poi, “pensiamo a quanti rinunciano a far valere i propri diritti per le parcelle esorbitanti“. Messa così, chi si lamenta è un egoista o un disinformato: è bene, quindi, che gli enti locali, le istituzioni, le realtà economico-produttive, si esprimano in merito. Quanto ai semplici cittadini, potranno farlo domani mattina, passando davanti alle Poste dove le associazioni -“tutte“, di nuovo- saranno presenti con un banchetto per la raccolta firme.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this