15 Aprile 2006

È un`Italia che non c`é, il dato reale è all`8-10\%

“È un`Italia che non c`é, il dato reale è all`8-10\%“ RomaL`inflazione al 2,1\% a marzo è un dato che “non sta né in cielo né in terra“. È il commento di Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ai dati diffusi dall`Istat. “Oramai – prosegue – siamo stanchi di contestare puntualmente i numeri forniti dall`Istat; per noi l`inflazione reale si aggira attorno all`8-10\%, e i consumatori che ogni giorno vanno a fare la spesa lo sanno bene“. A pesare, per il Codacons, è soprattutto il caro-energia, che incide negativamente su benzina, bollette e prezzi al dettaglio. Dello stesso parere la Federconsumatori, per la quale “le rilevazioni dell`Istituto di statistica mostrano un`Italia che non esiste. L`inflazione al 2,1\%, ferma anche a marzo, non può essere compatibile con tutti gli aumenti scaturiti dal caro petrolio e gas“.Per questo Federconsumatori ribadisce “che solo la variazione della benzina ha comportato un esborso di 140 euro in più per i cittadini; inoltre, luce, acqua, gas trasporti e rifiuti continuano ad aumentare“. Le bollette della luce e del gas – continua all`associazione, “sono aumentate dal 1 gennaio di 9 euro per la luce e di 7 euro per il gas (sempre su base annua); inoltre, da aprile ci sono rincari di 24 euro per la luce e di 20 euro per il gas (base annua). Le famiglie italiane, quindi, si ritroveranno a pagare per la luce e per il gas complessivamente 60 euro in più, senza calcolare le ricadute che questi aumenti comporteranno sui costi di produzione delle imprese e quindi sui prezzi (si stima un più 0,3\% pari a 84 euro annui)“.“Come è possibile conciliare – si chiede la federazione dei consumatori – i dati Istat con quelli reali? Che l`Istituto di statistica viva “nel Paese delle meraviglie“ non stupisce più nessuno. La sindrome della quarta settimana, le cessioni del quinto sempre più frequenti, le rateizzazioni della spesa mensile diventate usuali non sono supposizioni, ma dati di fatto“. Moderata soddisfazione, invece, da parte della Coldiretti, per la quale si inverte la tendenza dopo anni e aumentano del 5,5\% i consumi familiari di verdure e ortaggi anche per effetto del contenimento dei prezzi. Sulla base dei dati sui consumi domestici Ismea-AcNielsen, divulgata in occasione della diffusione dei dati Istat sull`inflazione nel mese di marzo, la Coldiretti va valutato che nel periodo considerato i prodotti più acquistati in quantità dalle famiglie sono stati in ordine d`importanza, patate, finocchi, pomodori, carciofi, cavolfiori.L`aumento dei consumi di verdure e ortaggi, sottolinea l`organizzazione di categoria “è un segnale positivo per un Paese come l`Italia che ha la leadership europea in quantità e qualità nell`offerta di ortofrutta e che potrebbe essere ulteriormente sostenuto dalla riduzione della forbice dei prezzi tra produzione e consumo per garantire una remunerazione adeguata agli operatori del settore e condizioni di acquisto convenienti per gli ultimi beneficiati, i consumatori“.

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