21 Ottobre 2014

Unioni gay e riconoscimento legale Un tema che continua a dividere

Unioni gay e riconoscimento legale Un tema che continua a dividere Sulla questione, dopo la decisione di alcuni sindaci, come
quello di Roma, di trascrivere matrimoni omosessuali contratti
all’estero le posizioni restano distanti. La Chiesa, come spiega il
card. Parolin, non va oltre “un’attenzione pastorale” senza arrivare a
nessuna equiparazione con la famiglia tradizionale. Ncd apre ‘uffici
autografi’, in polemica con Marino per accogliere i reclami dei
cittadini. E il Codacons annuncia battaglia contro la diffida del
Prefetto di Roma al primo cittadino

Resta aperta e continua a dividere la questione del riconoscimento legale delle unioni omosessuali. Il prefetto di Roma, Pecoraro, ha invitato il sindaco Marino a cancellare le trascrizioni dei matrimoni contratti all’estero, pena l’annullamento d’autorità, ma il primo cittadino della Capitale, insieme agli altri sindaci che hanno trascritto nei registri dello Stato civile unioni omosessuali contratte all’estero, non è intenzionato a fare passi indietro.

Le posizioni sulla delicata questione restano distanti. “La posizione della Chiesa è conosciuta” ha dichiarato il segretario di Stato Vaticano, card. Pietro Parolin, che, rispondendo risposto ai giornalisti che chiedevano un commento sul tema delle unioni omosessuali ha spiegato: “Il Sinodo ha espresso un’attenzione pastorale che deve riguardare tutti, nessuno escluso, senza arrivare a nessuna equiparazione” tra le unioni gay e la famiglia fondata, ha detto parlando a un evento al Bambino Gesù di Roma, sul matrimonio tra un uomo e una donna.

Contro la decisione del sindaco Ignazio Marino di trascrivere in Campidoglio 16 matrimoni omosessuali, il Nuovo Centrodestra annuncia una provocatoria iniziativa, lanciando nei Municipi di Roma l’apertura degli “uffici autografi”, richiamando le parole del ministro Alfano dopo l’iniziativa di Marino. I consiglieri municipali del III Municipio hanno allestito dei banchetti nei quali “accogliere” i reclami dei cittadini “anche se non abbiamo nessun potere e nessuna delega”, così come ha fatto – a loro dire – il sindaco Marino registrando le unioni gay in Campidoglio.

Di diverso avviso il Codacons che ha annunciato battaglia contro la diffida del Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, che ieri ha formalmente invitato il sindaco Marino ad annullare le 16 trascrizioni. “Stiamo lavorando per impugnare la diffida del Prefetto e presentare al Tar un ricorso d`urgenza con richiesta di provvedimenti ‘ante causam’, per bloccare qualsiasi atto teso ad annullare le trascrizioni registrate da Marino”, annuncia in una nota il presidente Carlo Rienzi. “Questo perché l`annullamento delle registrazioni annunciato da Pecoraro si porrebbe in evidente conflitto con le disposizioni comunitarie che impongono agli stati membri il riconoscimento del diritto alla vita familiare indipendentemente dal sesso degli individui”.

Non solo. Il Codacons si è anche detto pronto a ricorrere anche alla Corte di Strasburgo contro qualsiasi atto del Prefetto che impedirà la trascrizione delle nozze gay operata dal sindaco di Roma. Sul tavolo della Procura della Repubblica di Roma, inoltre, è approdato l`esposto del Codacons contro il Ministro dell`Interno Alfano, con il quale si chiede di “accertare e verificare se nei fatti esposti possano celarsi fattispecie penalmente rilevanti ivi compreso i reati di cui dall`art. 323 c.p. e concorso nello stesso; violazione del principio costituzionale di uguaglianza dei diritti in quanto la circolare del Ministro risulterebbe discriminatoria e contenente un’azione di cancellazione di un atto civile, contratto legalmente in un Paese Ue, solo sulla base del sesso dei contraenti; violazione dell`autonomia del Sindaco, discriminazione fondata sull`orientamento sessuale (eguaglianza, violazione art. 21 Carta UE, 14 Cedu), violazione del diritto al rispetto della vita familiare (art. 8 Cedu)”.

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