13 Luglio 2015

Unioni civili:Binetti,proposta alternativa valida a Cirinnà

Unioni civili:Binetti,proposta alternativa valida a Cirinnà

ROMA
(ANSA) – ROMA, 13 LUG – “Il riconoscimento delle unioni civili apparirà sempre più ambiguo e contraddittorio all’opinione pubblica, se da un lato si registra il desiderio del Premier di accelerare le procedure per la loro approvazione e dall’altro l’Avvocatura di Stato si esprime in termini fortemente critici. Soprattutto quando l’Avvocatura di Stato afferma che se fosse consentita l’introduzione surrettizia di una tipologia di matrimonio al momento non prevista dall’ordinamento, ne deriverebbe un grave nocumento alla certezza del diritto e delle posizioni giuridiche soggettive nei rapporti tra privati ed Amministrazioni pubbliche. Un linguaggio giuridico un po’ ostico per la maggioranza della gente, ma sufficientemente chiaro se si tiene conto che nel ricorso si parla in modo esplicito di un possibile pericolo per l’interesse pubblico.” Lo afferma Paola Binetti di area popolare, che continua: “Lo snodo principale di tutta la questione riguarda la sostanziale diversità che deve sussistere tra matrimonio, in questo caso il riferimento è esclusivamente al matrimonio civile, e le unioni civili. Ogni tentativo di fare delle unioni civili una sorta di manifesto copia-incolla rispetto al matrimonio, come accade con il ddl Cirinnà, costituisce un fatto confusivo a livello sociale e in quanto tale non stupisce che l’Avvocatura di stato parli di “Periculum”. Eppure esiste una strada alternativa al ddl Cirinnà: ad esempio il ddl presentato da alcuni esponenti di Area popolare, a conferma che c’è tutto l’interesse a venire incontro ad una serie di esigenze legittime. Ma la condizione di partenza è che non si tratti di un ddl che anche nella forma mostri un totale appiattimento sul matrimonio, nella sua forma prevista dalla legge attuale. Per una approvazione rapida basterebbe una check list di diritti e di corrispondenti doveri riconosciuti a coloro che vogliono contrarre una unione civile, prescindendo totalmente dalle argomentazioni di natura affettiva”. “Il Codacons solleva una sorta di conflittualità, più o meno latente, tra i desideri espressi dal Premier, la legge in discussione in Parlamento e l’Avvocatura di Stato. Ma in realtà se si accettasse di sottoporre il ddl Cirinnà ad una revisione radicale, spogliandolo di quella sua ostinata assimilazione al diritto matrimoniale, forse si arriverebbe ad una conclusione positiva prima e meglio…” conclude.(ANSA).

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