Unioncamere: chiudono mille imprese al giorno
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fonte:
- Il Messaggero
In calo quelle nuove L’ Istat: consumi giù del 3,1% in un anno L’ ALLARME ROMA L’ anagrafe è impietosa per quanto drammatica. Più di mille morti al giorno. La crisi continua a mietere vittime tra le imprese: illustri e meno, grandi e piccole. Allarmanti gli ultimi dati sfornati da Unioncamere e costituiscono la glaciale conferma di un trend che si protrae da mesi. Sono 383.883 le attività nate in tutto il 2012 (valore più basso degli ultimi otto anni e 7.427 in meno rispetto al 2011), ma sono anche 364.972 quelle costrette a chiudere i battenti (24.000 in più rispetto all’ anno precedente). Rapido confronto tra tempi e cifre e si scopre che nel 2012 sono morte mille imprese al giorno anche se poi il saldo risulta positivo a quota 18.911, comunque negativo dopo due anni consecutivi di recupero. Che il numero delle nascite superi quello delle morti è un dato buono solo per le statistiche perché la vita media delle attività commerciali si è molto accorciata. Inquietante il saldo finale delle aziende non più operative da almeno tre anni che ha raggiunto il tetto di 6.093.158 unità. LE CIFRE Secondo lo studio di Unioncamere il tessuto manifatturiero è quello in crescente sofferenza, trascinato dalla forte contrazione dell’ artigianato che ha chiuso l’ anno con 20.319 decessi; 7.427 per le costruzioni; 16.791 per l’ agricoltura. Il conto più salato lo paga il Nord che, Lombardia esclusa, perde complessivamente circa 6.600 unità operative, i tre quarti delle quali nel solo Nord-Est. Sono under 35, immigrati e donne, le attività del turismo, del commercio e dei servizi alle imprese e alle persone le tipologie di imprenditori e i settori di attività che nel 2012 hanno consentito di mantenere in lieve attivo il bilancio anagrafico delle aziende (+0,3% contro il +0,5% del 2011). Commento amaro del presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello: «In questi anni le imprese hanno fatto miracoli, ma molte non ce l’ hanno fatta. Ma ora il tempo è scaduto, la politica si muova». E lo scenario non fa immaginare una inversione di tendenza. Almeno a breve. I consumi continuano mantenere il segno meno. A novembre, in base ai dati Istat, le vendite al dettaglio hanno segnato una diminuzione dello 0,4% rispetto a ottobre. Su base annua il calo è stato del -3,1%. Rispetto a ottobre 2012 sono cresciute le vendite dello 0,1% per gli alimentari e sono scese quelle per i non alimentari -0,6%. Nel confronto con i primi undici mesi del 2011 l’ indice scende del 2%, come risultato di un calo contenuto delle vendite dei prodotti alimentari (-0,6%) e di una flessione più marcata di quelle dei prodotti non alimentari (-2,6%). «Gli italiani fanno la fame – denuncia il Codacons e dovrebbe pensare seriamente ad aprire mense pubbliche e distribuire il pane gratuitamente». Luciano Costantini © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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