27 Gennaio 2007

Un`inchiesta sui fascicoli incustoditi

“È tutto vero“. Il presidente del tribunale di Roma, Alberto Bucci, ammette che sul degrado che ha invaso gli uffici giudiziari di cui è a capo si è detta la verità. “In particolare“, dichiara Bucci, che ha assunto ad interim la guida del tribunale capitolino dopo che l`ex presidente Luigi Scotti è diventato sottosegretario alla Giustizia, “è vero che se i giudici, cancellieri e avvocati dovessero attenersi rigidamente ai mansionari, si fermerebbe tutto in poche ore“. Ma ad accertare le denunce emerse sullo stato di incuria dei fascicoli, con carte riservate e schedari incustoditi, ci penserà la Procura della Capitale, che su decisione del procuratore Giovanni Ferrara ieri ha aperto un fascicolo senza indagati né ipotesi di reato, per il momento. Verrà accertato se, in particolare, nell`attività del Tribunale civile ci fossero “corsie preferenziali per accelerare determinate pratiche, magari attraverso compensi“. In merito agli omessi controlli nelle aree riservate e negli archivi, scoperti dal quotidiano Repubblica, non emergerebbero invece profili penali specifici, ma problemi disciplinari e d`organico ben noti. Ma che ci fossero fascicoli abbandonati consultabili da chiunque, nessuno sembra ignorarlo. A partire dal presidente dell`Anm Lazio, Paolo Auriemma, che ha rivelato di aver denunciato da dieci anni a questa parte lo stato di incuria del tribunale capitolino e soprattutto la “carenza di mezzi e strutture che obbliga a sacrificare alcuni servizi“. D`accordo con Auriemma, il Codacons, che ha parlato di “fatiscenza degli uffici“. Non cade dalle nuvole neanche il Garante per la privacy, Francesco Pizzetti, che a margine dell`inaugurazione dell`anno giudiziario ha precisato che già dalla primavera del 2006 aveva sollecitato Csm e l`allora Guardasigilli a “trovare misure di sicurezza adeguate negli uffici giudiziari“.

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