4 Aprile 2010

UniCredit, per Profumo bonus sale a 4,3 milioni

Milano. Torna, anche se a livelli minimi rispetto ai fasti del passato, il bonus per l’ amministratore delegato di UniCredit, Alessandro Profumo che nel 2009 che si visto riconoscere un compenso globale, compresa la parte fissa, di 4,3 milioni di euro contro i 3,5 milioni del 2008. Il manager ha percepito come bonus e altri incentivi 651 mila euro quest’ anno rispetto a quota zero del 2008 ma ben lontano dai 5,5 milioni del 2007 si mostra ottimista per l’ avvenire del gruppo. Nella lettera ai soci allegata al progetto di Bilancio 2009 che dovr essere approvato all’ assemblea di aprile, Profumo pur sottolineando che ancora presto perch ci si possa attendere un ritorno alla normalit dopo la crisi economico-finanziaria, guarda al futuro con fiducia, sebbene numerosi saranno ancora i fattori di incertezza che dovremo affrontare nel 2010. L’ ad rileva che importanti sfide lungo il percorso aspettano Piazza Cordusio dicendosi consapevole che c’ la determinazione, le capacit, gli strumenti, ma soprattutto le persone per portarlo avanti con successo. E una delle sfide per UniCredit la banca unica che ha l’ obiettivo, ribadisce Profumo, di una maggiore vicinanza ai nostri clienti e ai territori. Un passaggio decisivo per il piano denominato One4C che prevede l’ inserimento anche di un country chairman, sar il cda straordinario del 13 aprile chiamato a dare il via libera al riassetto. Il manager ricorda anche l’ aumento di capitale da 4 miliardi lanciato nel 2009 e chiuso quest’ anno sostenendo che il successo dell’ operazione dimostra come, durante un anno certamente non facile, l’ istituto abbia saputo salvaguardare la reputazione e il buon nome, conservando la fiducia degli investitori perch vogliamo dare garanzie ai nostri stakeholder e la migliore che possiamo offrire loro la nostra solidit. Il presidente Dieter Rampl, nel rivolgersi agli azionisti, riconosce, invece, il prezioso contributo dei membri del nuovo cda, che per la prima volta comprende due rappresentanti di una lista presentata dagli azionisti di minoranza. Con una nuova struttura azionaria, e con l’ aggiunta di importanti azionisti istituzionali, essi – scrive Rampl – hanno svolto un ruolo chiave nel rafforzare la governance della nostra impresa. Infine, il nuovo piano 2010 di stock option per i 1400 top e senior manager e talenti di UniCredit, sar legato ai risultati a lungo termine del gruppo e avr un onere stimato di 102,4 milioni di euro. UniCredit, intanto, respinge categoricamente le accuse formulate dal Codacons, che non fanno altro che generare confusione, e replica sui vari punti. Fino al 12 settembre 2008 – spiega la banca – le societ di rating attribuivano ai titoli Lehman giudizi di elevati livelli di sicurezza. La crisi del credito, pur non avendo avuto un immediato impatto sul rating, aveva per gi condizionato la volatilit di tutti gli emittenti bancari, corporate e governativi. Non solo sono state interessate dal fenomeno pressoch tutte le obbligazioni bancarie, ma anche le classi di rischio associate ai titoli di Stato italiani o francesi a medio-lungo termine hanno subito variazioni, che ne hanno fatto aumentare il profilo di rischio fino alla classe 3 (medio-alta). L’ evoluzione della classe di rischio dei titoli Lehman nel mese di Agosto 2008 era quindi una conseguenza di fenomeni presenti in tutto il mercato, che interessavano la quasi totalit degli emittenti, non solo bancari. Affermare in relazione al rischio Lehman, successivamente fallita – aggiunge la banca – che UniCredit era a conoscenza ed anche che aveva fatto uno studio per una autonoma valutazione senza fidarsi del giudizio delle agenzie di rating del tutto infondato, e si basa su una comprensione dello strumento evidentemente errata. Il Gruppo – precisa ancora la nota – si riserva ogni azione per tutelare la propria immagine, in qualsiasi sede civile e penale e sottolinea di aver rispettato ogni normativa che regola la disciplina degli strumenti finanziari.

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