3 Aprile 2010

“Unicredit conosceva il rischio Lehman”. La banca: “Falso”

«GLI ISTITUTI di credito avrebbero dovuto avvertire i clienti dell’ aumento di rischio legato ai prodotti Lehman Brothers». Lo assicura, carte alla mano, Bruno Barbieri, presidente regionale Codacons: «Abbiamo confrontato diversi ordini di vendita di Unicredit e la classe di rischio cambia nel giro di alcuni mesi». Il 25 ottobre 2007 investire in titoli Lehman Brothers viene offerto come servizio sicuro, «al pari di un bot» esemplifica Barbieri, e la classe di rischio è pari a 1, la più bassa in assoluto. «Il titolo fa parte delle obbligazioni a basso rischio-rendimento, il cliente sarà tempestivamente informato nel caso di una variazione significativa del livello di rischio» recitano infatti le avvertenze relative apposte nero su bianco. Nelle attestazioni successive, sottoscritte nelle filiali di Parma e San Piero di Romagna, e datate rispettivamente 7 e 8 agosto 2008, il livello di rischio dello stesso titolo è classificato prima come medio/alto, classe 3, e sole ventiquattr’ ore dopo come alto, classe di rischio 4. «Unicredit aveva effettuato uno studio in seguito all’ episodio dei mutui subprime e sapeva che il rischio era aumentato, ma non avvisò coloro che avevano acquistato le azioni negli anni precedenti quando il rischio era minimo. Le altre banche hanno fatto anche peggio, non avvertendo nemmeno chi comprava ad agosto del rischio che correva appiattendosi sulle errate analisi delle Agenzie di Rating internazionali» è l’ accusa del presidente dell’ Associazione dei Consumatori. UNICREDIT dal canto suo rigetta le accuse, con molta decisione, ribadendo di aver «rispettato ogni normativa che regola la disciplina degli strumenti finanziari« e di essersi basata su «alcune variabili tra cui il rating dell’ emittente e la volatilità». Per il gruppo bancario «l’ evoluzione della classe di rischio era quindi una conseguenza di fenomeni presenti in tutto il mercato che interessavano la quasi totalità degli emittenti». Unicredit invita quindi chi diffonde queste notizie a «una maggiore precisione, e si riserva ogni azione per tutelare la propria immagine, in qualsiasi sede civile e penale». Nel caso alcuni ex-investitori non la pensino così, il Codacons invita a contattarli al numero verde 800050800 o ad andare sul sito www.codacons.it forti della sentenza del tribunale di Udine della settimana scorsa: 60.000 euro di risarcimento per titoli Lehman Brothers comprati ad ottobre 2007. Unicredit è già pronta a fare ricorso.
 

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