25 Gennaio 2005

Undicimila multati, in arrivo i ricorsi





Sono undicimila e cinquecento, circa, i napoletani che, in un anno e mezzo, si sono visti sforbiciare la patente a punti per un?infrazione al codice della strada. Sono loro i potenziali interessati alla decisione della Consulta, depositata ieri in cancelleria, che dichiara parzialmente incostituzionale il meccanismo della patente a punti. Per quasi tutti, però, cambierà poco. Non ci saranno restituzioni, a meno che non siano ancora scaduti i sessanta giorni per opporre ricorso. La decisione della Corte Costituzionale, infatti, inibisce la possibilità di levar punti al proprietario di un veicolo multato se i vigili non hanno identificato la persona alla guida; ma le ricadute potrebbero esserci solo per i più recenti multati, quelli che hanno ancora i termini di legge per opporsi. Quando il taglio dei punti è definitivo, chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato. Inoltre, stando a quel che l?ufficio gestione banche dati della polizia municipale ha comunicato al ministero dei trasporti, le multe non contestate – fatte senza identificare il trasgressore – sono meno del dieci per cento del totale (un migliaio circa). Diverso, ovviamente, il discorso per il futuro. Chi vìola i limiti di velocità va identificato per subire il taglio dei punti. A Napoli l?ufficiale «tagliatore» della polizia municipale è il tenente Luca Scognamiglio, che preferisce essere identificato con la sua qualifica di «referente per le attività contravvenzionali» dell?ufficio gestione banche dati. «Le decurtazioni in città – assicura – sono quasi tutte contestate all?interessato. Non rientrano, dunque, nel caso in questione». I dati della polizia urbana dicono che l?infrazione più sanzionata con il taglio dei punti è la cintura di sicurezza slacciata (la metà circa del totale dei «tagli», 4800). Segue il mancato rispetto del semaforo (1245), la guida senza caso, (913), uso del telefonino al volante, (852), l?eccesso di velocità (796). Cenerentola della lista il divieto di sosta (390), ma solo perché prevede il taglio dei punti-patente solo in tre casi particolarmente gravi: la sosta sulla corsia dei mezzi pubblici, sul parcheggio per invalidi, sulle fermate dei bus. La decisione era, comunque, attesa ed auspicata dalle associazioni dei consumatori. L?avvocato Ursini, del Codacons, la giudica «senz?altro prevedibile». Per chi si volesse opporre, suggerisce, in caso i termini lo consentano ancora, occorre presentare ricorso al giudice di pace, invocando la decisione della Consulta di ieri ma anche la sentenza di Cassazione numero 519 del 13 gennaio 2005; questa decisione prevede, in sovrappiù, che il provvedimento debba essere adeguatamente motivato. Il giudice di pace dovrebbe sospendere il taglio dei punti. L?associazione Noi Consumatori dell?avvocato Angelo Pisani invita senz?altro al ricorso i multati che abbiano i titoli. «Avevamo da subito contestato l?incostituzionale dell?articolo 126 bis del nuovo codice».

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